Bombe d’acqua, il cimitero di Ponte a Ema corre ai ripari

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Le bombe d’acqua sempre più frequenti che colpiscono il nostro paese stanno mettendo in difficoltà anche il cimitero di Ponte a Ema, che si è visto costretto a correre ai ripari per evitare allagamenti. <<Quando piove in maniera violenta, così come purtroppo ha cominciato ad accadere – spiega il provveditore della Confraternita del Ss. Sepolcro, Ettore Brondi – l’acqua scende giù con impeto dalla collina e dai campi sovrastanti e supera in un balzo il muretto in alto nell’ala nuova, fino ad inondare alcune cappelle. Tanto che più di una volta ci siamo trovati a doverle liberare per evitare che diventassero inaccessibili e che l’acqua ne compromettesse la funzionalità. Per questo, dopo aver consultato un tecnico sulla fattibilità, abbiamo deciso di effettuare uno scavo perpendicolare prima del piazzale antistante l’ingresso. E all’interno inserire una sorta di griglia in cui l’acqua dovrebbe incanalarsi per poi finire direttamente nella fognatura>>. E in effetti, nei giorni scorsi per l’esecuzione dei lavori è arrivato anche un escavatore ed è stata spostata in via del tutto provvisoria anche la statua della Madonna. Un intervento rapido, effettuato in pochi giorni così da non creare disagi all’utenza, che si spera possa contribuire a risolvere il problema.

Resta intanto aperta la questione del forno crematorio del cimitero, dopo che la Confraternita aveva chiesto di rescindere la convenzione sottoscritta con il Comune per 99 anni. Un impianto moderno, costato alla Confraternita 1 milione e 150mila euro. L’amministrazione dovrà assumere una decisione al riguardo, magari individuando un nuovo gestore o rivedendo le attuali modalità di gestione, ma comunque sia il crematorio non chiuderà, come ha spiegato il provveditore Brondi: “Se non si trovasse nessuno, porteremo avanti l’attività, per il bene della collettività”.

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