A Giani la proposta “salva ristorazione”

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Ridare un po’ di ossigeno alle imprese, che si sono viste di fatto azzerare l’attività con il nuovo decreto del presidente del Consiglio. E’ l’obiettivo della proposta “salva-ristorazione” che le associazioni di categoria regionali Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna e Confindustria, con l’adesione di Coldiretti, hanno sottoposto al governatore della Toscana Eugenio Giani e all’assessore Leonardo Marras. La richiesta è quella di autorizzare la somministrazione fino alle ore 22, nel caso di ristoranti, pizzerie e pub, e fino alle ore 20 nel caso di bar, pasticcerie e pizzerie a taglio, come consentirebbe di fare il Dpcm 24 ottobre 2020, alla lettera e del comma 9 dell’articolo 1.

Le associazioni parlano della necessità di “difendere l’operatività e la funzionalità delle attività del manifatturiero, del turismo, dei servizi e della somministrazione e commercio”, “fondamentale per la tenuta dell’economia e dell’occupazione toscane”.  

“Prima i locali potevano lavorare fino alle ore 24 e avremmo auspicato che potessero continuare a farlo almeno fino alle 23, ma siamo disposti ad una autoregolamentazione che limiti ancora di più l’orario: alle 22 per ristoranti e pizzerie, alle 20 per bar, pasticcerie e simili. Tutto pur di salvaguardare imprese ed occupati non solo dei pubblici esercizi, ma di tutta la filiera, che va dalla produzione agroalimentare alla ristorazione”, scrivono in una nota congiunta le associazioni di categoria.  “Consapevoli della necessità di agire con urgenza, abbiamo quindi chiesto alla Regione che si pronunci a favore di questo provvedimento, che serve a garantire la tenuta occupazionale del settore, superando un’incongruenza che pare ogni giorno più evidente: imporre la chiusura alle ore 18 ai ristoranti equivale ad invitarli a chiudere. Se la chiusura fosse spostata almeno alle 22, invece, sarebbero perfettamente in condizione di garantire ai propri clienti il servizio, prendendo le prenotazioni per le 20. E salverebbero una parte importante del loro fatturato”.