Centro storico, paletti per le ristrutturazioni

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Ristrutturare a Firenze sarà possibile, ma il Comune pone un’asticella oltre la quale non si va. La rigenerazione del patrimonio edilizio di pregio storico-architettonico potrà essere realizzata attraverso la cosiddetta “ristrutturazione con limitazioni”, come prevede la delibera che ha avuto l’ok della giunta di Palazzo Vecchio, su proposta dell’assessore all’Urbanistica Giovanni Bettarini, che dà avvio alla variante e la sottopone a verifica di assoggettabilità a valutazione ambientale strategica. “Dopo molte riflessioni – ha detto l’assessore Bettarini – abbiamo individuato la ristrutturazione edilizia, seppur con alcuni limiti, come modalità per coniugare la tutela del nostro patrimonio edilizio con la missione del regolamento urbanistico: quella di rigenerare il patrimonio edilizio esistente senza impegnare nuovo suolo inedificato. Abbiamo quindi deciso di non rivedere la classificazione del patrimonio edilizio, che è comunque un patrimonio di valore a vari livelli, e di “spostare” il tipo di intervento massimo ammissibile alla ristrutturazione edilizia, in una declinazione però limitata. L’obiettivo delle limitazioni introdotte è quello di mantenere gli elementi identitari del nostro patrimonio, che altrimenti andrebbero persi applicando la ristrutturazione edilizia piena. Ma vogliamo anche dare ai professionisti uno strumento con tempi certi. L’esigenza di rifunzionalizzare il patrimonio esistente non è solo un’esigenza urbanistica ma anche un’esigenza sociale legata alla necessità di riqualificare i “buchi neri” della città e di evitare i fenomeni di degrado fisico e sociale spesso legati all’abbandono degli edifici”.

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