Cresce con la pandemia l’ansia tra gli adolescenti

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Adolescenti in affanno, sempre più chiusi in se stessi. Un aumento percentuale di casi di disturbi funzionali, a fronte di una diminuzione degli accessi totali, nei preadolescenti e adolescenti significativamente nella fascia di età dai 13 ai 16 anni, con un’incidenza lievemente maggiore nel genere femminile e un incremento delle diagnosi di stati ansiosi, episodi di perdita di coscienza improvvisa e stati di malessere e affaticamento. E’ quanto è emerso dall’analisi dei dati sui casi di disturbi funzionali in età pediatrica eseguita nel periodo della pandemia 2020-2021, dalla struttura di Psicologia clinica ospedaliera del presidio di Santa Maria Annunziata.

I pediatri e gli psicologi che hanno condotto l’analisi dei dati ipotizzano che riguardo l’aumento della frequenza di disturbi funzionali nella fascia di età tra 13 e 16 anni, la didattica a distanza possa essere stata un fattore determinante. Nella seconda ondata della pandemia infatti dalla seconda classe in poi è stata adottata la didattica a distanza, totale in alcuni periodi e al 50% in altri. Secondo le ipotesi dei professionisti che hanno analizzato i dati, l’interruzione della scuola in presenza ha comportato per gli alunni un nuovo periodo di isolamento e lunghi periodi trascorsi davanti a computer, tablet e smartphone per poter partecipare alle lezioni. Questa condizione potrebbe essere una delle cause dell’aumento di disturbi legati alla sfera emotiva e psicologica.

L’idea di raccogliere i dati è nata quando con l’esplodere della pandemia da Covid-19, c’è stata da parte di pediatri e psicologi dell’ospedale, la percezione di un aumento di accessi di preadolescenti e adolescenti con disturbi funzionali che ha comportato un aumento di richieste di consulenza psicologica.