Nidi infanzia, più posti e costi più bassi

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Vita più facile per le famiglie che pensano di iscrivere i figli a uno dei tanti servizi educativi per la prima infanzia, nidi ma non solo nidi, rivolti a bambini fino a tre anni. E’ infatti possibile contare su una certezza per l’inizio del nuovo anno scolastico. La Regione ha deciso di stanziare circa 10 milioni – 9 milioni e 867 mila euro, per l’esattezza – che consentiranno ai Comuni di mantenere o aumentare i posti a disposizione nelle strutture da loro gestite e di abbassare le rette negli istituti privati (ma accreditati) dove nidi comunali o pubblici non ci sono o sono insufficienti, con liste di attesa più o meno lunghe. Il meccanismo è semplice e dei contributi potranno beneficiare i Comuni, che se interessati dovranno rispondere all’avviso. Potranno utilizzare i fondi per le spese del personale o della gestione del servizio, in caso di appalto esterno. I contributi sono rivolti al consolidamento dell’offerta, ma anche anche suo ampliamento. Se un Comune non ha ha alcuna struttura gestita direttamente o indirettamente, potrà utilizzare le risorse per ‘acquistare posti-bambino” in nido o servizi per la prima infanzia, privati, accreditati. Questo consentirà di fatto di abbattere le rette: sarà l’amministrazione comunale a decidere come, per quali famiglie, per quanto e in base a quali parametri. L’unico paletto imposto dalla Regione è che lo sconto (o meglio il costo a carico dell’ente per ogni posto-bambino) non potrà superare i 400 euro al mese su rette che, mediamente, oscillano per un tempo pieno tra i 500 e i 600 euro in strutture private.

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