Pareggio di bilancio per Palazzo Vecchio dopo l’allarme

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Dopo il grido d’allarme del sindaco Nardella sui conti pubblici a seguito dell’effetto Covid, il Comune di Firenze riesce a riequilibrare il bilancio. “Siamo arrivati all’impresa del pareggio di bilancio”. L’assessore al bilancio Federico Gianassi commenta così la delibera sulla verifica degli equilibri approvata in giunta con la quale Palazzo Vecchio mette in ordine i conti dopo il tracollo delle entrate provocato dal lockdown e dalla crisi economica che ha coinvolto imprese e lavoratori.
“Finalmente – dichiara il sindaco Dario Nardella – abbiamo superato la fase dell’emergenza. Dopo mesi di una crisi sanitaria ed economica senza precedenti e dopo un lungo pressing sul Governo possiamo festeggiare una vittoria non scontata e che prelude a un autunno di rinascita”.
“Solo poco tempo fa, con un disavanzo che in pieno lockdown era stimato in oltre 180 milioni di euro – ha sottolineato Gianassi – sembrava impossibile raggiungere il pareggio di bilancio ma, grazie a un lavoro costante e infaticabile in condizioni difficilissime e grazie agli interventi del Governo, adesso possiamo certificare che ce l’abbiamo fatta. E otteniamo questo risultato non solo senza aumentare le tasse ma anzi adottando il più grande piano di abbattimento di tasse comunali mai fatto e che porterà alle attività colpite dalla crisi oltre 30 milioni di euro di risparmio. Inoltre, difendiamo e assicuriamo ai cittadini tutti i servizi che avevamo preventivato e in materie sensibili e delicate come attività sociali, sport, cultura, cura del verde, scuola, sicurezza facciamo uno sforzo per potenziare gli interventi in questi mesi e aiutare così la ripartenza della città”.
La crisi economica provocata dal Covid 19 ha provocato una danno di circa 160 milioni di euro e ha avuto conseguenze rilevanti a causa delle minori entrate (rispetto alle previsioni) da tasse e tributi, delle minori entrate per il pagamento di rette e servizi nel settore della scuola, per la bigliettazione del sistema museale e culturale. Le minori entrate rispetto a quelle preventivate valgono circa 130 milioni sui 160 milioni complessivi del danno. In particolare, solo per citare i capitoli più rilevanti, la minore entrata da imposta di soggiorno si aggira sui 37 milioni (erano 49 i milioni previsti pre lockdown), quasi un milione di euro è venuto a mancare dalla sospensione di convegni e manifestazioni come il calcio storico, 15 milioni sono mancati dagli accessi in città dei bus turistici, quasi 13 milioni sono mancati dagli ingressi dei musei civici e dalla Firenze Card, due milioni e mezzo in meno dai mancati introiti sulla sosta e della depositeria. Oltre a questo si registrano riduzioni e sconti fatti alle tasse e tariffe comunali in parte previsti dal Governo e potenziati e allargati dal Comune per garantire la ripartenza, tra cui 12,1 milioni di sconti sul Cosap, 17 milioni di minori entrate sull’Imu, un milione di sconti sul Cimp e un milione per la riduzione degli affitti in immobili commerciali del Comune. Le maggiori spese rispetto a quelle preventivate valgono invece circa 29 milioni sui 160 milioni complessivi di danno. Nella parte corrente del bilancio del Comune hanno influito le maggiori spese dovute principalmente a spese per sanificazioni e interventi per garantire la sicurezza sanitaria (oltre 1 milione), alle agevolazioni Tari alle imprese colpite dal Covid (12,1 ml), al trasporto pubblico e tramvia (11 milioni a fronte di un minor utilizzo, una minore bigliettazione ma un servizio comunque garantito).
A far quadrare i conti hanno aiutato non poco i circa 100 milioni di trasferimenti compensativi arrivati dal Governo.