Piccoli comuni verso la fusione, per sopravvivere

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La stagione del piccolo è bello è definitivamente tramontata, almeno dal punto di vista delle pubbliche amministrazioni. Perché con poche risorse diventa sempre più difficile erogare servizi di qualità a costi accessibili per i cittadini. E così la strada per il futuro passa attraverso le fusioni tra Comuni, benedette dallo Stato e dalla Regione, pronti a sostenerle economicamente. Un incentivo di non poco conto. Una strada già imboccata ad esempio da Tavarnelle e Barberino Valdelsa, che garantirà un contributo di un milione e 400mila euro per ognuno dei primi 5 anni, a cui si aggiungeranno altri 800mila euro per i cinque anni successivi. La stessa strada stanno adesso valutando di imboccare le amministrazioni di Dicomano e San Godenzo. Il percorso sarà dichiaratamente partecipato, saranno ascoltati i cittadini e tutte le realtà sociali delle due comunità. “Valuteremo se la fusione fra i nostri due comuni ed eventualmente con altri – spiega Alessandro Manni, sindaco di San Godenzo – possa permettere di ottimizzare la macchina comunale e portare avanti con difficoltà minore gli investimenti strutturali necessari e di affrontare al meglio anche problemi che coinvolgono i nostri territori come ad esempio quelli relativi alla mobilità”. “Questo è il momento opportuno per dare seguito a quanto promesso in campagna elettorale – aggiunge Stefano Passiatore, sindaco di Dicomano – cioè valutare seriamente l’ipotesi di fusione amministrativa per offrire al nostro Comune una prospettiva più solida per il futuro. Il nostro è un percorso aperto aiuto contributi di tutto il territorio”.

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