Turismo, la fionda del David non basta

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La vacanza si comincia a viverla già prima della prenotazione, sul divano di casa; si definiscono gli itinerari, si selezionano le destinazioni e le strutture ricettive in cui si intende soggiornare, puntando a un criterio esperienziale spesso, cioè emozionale, anche se è chiaro che il costo ha il suo peso. E tutto questo lo si fa a colpi di clic, privilegiando quando possibile le offerte integrate, cioè affidandosi volentieri a chi ci fa una proposta in cui tutto si lega: dall’offerta culturale a quella enogastronomica, dalle opportunità di incontro e condivisione alla facilità di arrivo e spostamento. Questo ci dicono le analisi sulle nuove tendenze dei viaggiatori, almeno quelli che vedono la vacanza come un investimento, non economico ma di crescita personale, fosse anche solo per ricaricare le batterie. E’ su questo che le destinazioni oggi si sfidano, mettendo sul tavolo non solo le proprie bellezze, ma facendo leva anche sulla qualità dei servizi offerti dai vari operatori del turismo, dagli alberghi e dai ristoranti, dalle botteghe artigiane alle cantine vinicole, le fiere e gli eventi grandi o piccoli. E’ una sfida che il David da solo, a colpi di fionda, non può riuscire a vincere.