Archibusieri, isola di traffico
nel cuore del centro pedonale Tra Uffizi e Ponte Vecchio la contesa tra turisti, scooter e bus. Ma è l’unico modo per bypassare la città lungofiume

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Travolti da un rombante scooter in un tiepido pomeriggio fiorentino, perdipiù tra il loggiato degli Uffizi e l’Arno, a due passi dal Ponte Vecchio. Ci sta anche questo in un centro storico fiorentino ormai in buona parte pedonalizzato, dove l’unica arteria ancora transitabile e transitata, sebbene previo permesso, è proprio il lungarno Archibusieri, cioè uno dei tratti più calpestati dai turisti in pellegrinaggio tra le celebrità cittadine, molti dei quali rischiano non poco per scattare una foto da una posizione davvero unica, compressi tra la spalletta dell’Arno e il loggiato.  E così, mentre dall’altra parte del fiume Borgo San Jacopo tira una boccata d’ossigeno, sugli Archibusieri continuano a transitare persino i bus, anche se in versione ridotta. Perché allora non pedonalizzare anche qui? Forse perché vorrebbe dire chiudere ogni possibilità di attraversamento del centro in riva costringendo a un lungo giro sui viali o dal piazzale, proprio come deve fare chi procede in direzione inversa. E questo i fiorentini non lo digerirebbero. Riaprire in cambio San Jacopo? E come si fa, sarebbe come fare marcia indietro.

Eppure l’eliminazione del traffico dagli Archibusieri è stata proposta già più volte, come ad esempio un paio di anni fa, quando il Pdl diffuse i dati di uno studio dell’Università di Firenze, secondo cui il terreno sotto il Corridoio Vasariano cederebbe ogni anno di 10 millimetri. Allora a rispondere fu l’assessore Mattei, che sottolineò come, grazie ai provvedimenti legati alla pedonalizzazione di piazza Pitti e via Tornabuoni, i veicoli che transitano sui lungarni Acciaiuoli e Archibusieri fossero diventati meno della metà di quelli che vi circolavano in precedenza. Secondo le stime degli uffici della mobilità, infatti, se prima di questa pedonalizzazione su quella direttrice transitavano circa 4.000 veicoli al giorno; di seguito il numero, visti gli autorizzati, si è ridotto a meno della metà, cioè1.500 circa. Un obolo da pagare in omaggio all’equilibrio tra le esigenze di mobilità e la fruizione del centro.  (Maurizio Abbati)

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