Arno, al via nuove casse di espansione

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Scatta una nuova operazione sicurezza per l’Arno, che si concretizzerà attraverso la realizzazione delle sarà nuove casse di espansione di Fibbiana. Un’intervento su cui la Regione Toscana ha investito 11 milioni. Un lavoro preceduto dalla realizzazione della cassa di espansione di Madonna della Tosse sul fiume Elsa prima dello sbocco in Arno, proseguito con la cassa di espansione di Roffia a San Miniato inaugurata poche settimane fa e ancora con la cassa dei Renai a Signa per cui si sta concludendo la gara. A Fibbiana partiranno entro la metà di aprile i lavori alla nuova cassa di espansione 1 e sarà completata la seconda. E’ il più grande intervento realizzato sul bacino empolese del fiume Arno dal dopoguerra ad oggi: una difesa in grado di scongiurare alluvioni importanti che per dimensioni e portata si verificano statisticamente ogni duecento anni, lì dove l’alluvione del 1966 provocò miliardi di danni e diverse vittime lasciando un segno indelebile nella memoria collettiva. L’intervento di Fibbiana 1, dal costo di quasi 9 milioni di euro, è stato finanziato tutto dalla Regione; il progetto e l’appalto sono state seguiti dell’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa. Partito il cantiere, l’impresa ha tempo due anni e mezzo per completare l’opera. Le nuove casse di espansione rientrano nel sistema di opere previste dal Piano stralcio sul rischio idraulico dell’Autorità di bacino del fiume Arno. Il completamento invece della cassa di Fibbiana 2 interessa il territorio di Capraia e Limite. E’ previsto una scavo per raggiungere la capacità d’invaso a suo tempo programmata, ma il terreno di resulta non verrà sprecato: sarà infatti utilizzato per la realizzazione degli argini della Cassa di espansione di Fibbiana 1, che una volta completata  sarà collegata all’Arno attraverso otto paratoie di accesso che si apriranno solo quando il fiume avrà superato il livello della soglia di sfioro, posta a 28 metri slm e che corrisponde indicativamente al livello di massima piena in corrispondenza del ponte di Empoli aumentato di 70 centimetri. La cassa è divisa in tre invasi a cascata: il primo sarà in grado di contenere 336 mila metri cubi di acqua, il secondo ne accoglierà 2 milioni e 400 mila. Il terzo altri 350 mila metri cubi.

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