Bambini, obesità in calo
Ma attenti all’effetto crisi

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Mangia che cresci. Quante volte ce lo siamo sentiti ripetere da piccoli. Soprattutto nelle famiglie in cui si faceva sentire l’eredità delle fatiche fatte per mettere insieme il pranzo con la cena, una certa floridità diventava sinonimo di benessere, di aver fatto la svolta, essere saliti sulla scala sociale.Ma c’è mangiare e mangiare. L’obesità è una malattia vera e propria, con forti implicazioni non solo fisiche ma anche sociali e psicologiche. Mangia che cresci, ma attrenzione a come si cresce, dunque.
Per fortuna i dati dell’indagine 2012 “Okkio alla salute” realizzata dalle Regioni con il coordinamento dell’Istituto Superiore di Sanità mettono in evidenza come la percentuale di bimbi obesi in Toscana sia in flessione. Dati positivi che però non ci devono accontentare, operché si può fare di più e meglio. Il campione considerato in ambito regionale è stato di 2.442 bambini di 123 classi della terza elementare e il risultato è che il 19,6% è sovrappeso, il 6% è obeso e lo 0,9% severamente obeso (la media italiana è più alta: 22,2% sovrappeso, 10,6% obesi).
Ma come si può migliorare? Razionalizzando il sistema alimentare. Solo il 64,5% dei bambini toscani fa ad esempio consuma una colazione qualitativamente adeguata, mentre nel 28,7% non è qualitativamente adeguata e il 6,9% non fa affatto colazione. Meglio le cose vanno per il consumo di frutta nell’arco della settimana: l’1,5% 4 o più al giorno; 33,6% da 2 a 3 al giorno; 35,3% 1 al giorno; 23,4% qualche volta a settimana; 2,8% meno di 1 a settimana; 3,3% mai. Consumo di verdura nell’arco della settimana: 0,6% 4 o più al giorno; 24,1% da 2 a 3 al giorno; 32,2% 1 al giorno; 32,5% qualche volta a settimana; 5% meno di 1 a settimana; 5,5% mai. Frutta e verdura che dunque hanno fatto la loro comparsa sulla tavola dei toscani dopo tante raccomandazioni. Il rischio adesso è però che, complice la crisi economica che sta portando le famiglie a un tentativo estremo di risparmio proprio sulle spese alimentari, si compia un bel passo indietro. Pasta al posto della verdura, pane anziché frutta. Perché il mangiar bene è anche un’abitudine che si paga cara. (M.Ab.)

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