Addio cabine telefoniche,
una memoria da salvare Messe fuori gioco dai cellulari, procede in tutta Italia l’opera di rimozione

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Quando per fare una telefonata ci voleva il gettone, e bisognava fare la coda, attendere anche a lungo girando attorno alle cabine che si liberasse la cornetta. Quando una volta fuori da casa eri irraggiungibile. Un’altra epoca, l’avvento della telefonia cellulare ha cambiato il sistema di comunicazione, mettendo progressivamente fuori gioco le cabine, ormai scarsamente utilizzate. Tanto che Telecom ha avviato da tempo la rimozione di quelle meno redditizie e funzionali. Così che se nel 2000 in Italia ce ne erano ancora circa 300mila, a breve saranno scomparse quasi tutte, tranne quelle situate in alcuni luoghi di interesse pubblico, come nelle vicinanze di ospedali o scuole. Oppure quelle salvate dagli stessi utenti. Prima della rimozione, sulle cabine interessate comparirà infatti un avviso e se qualcuno almeno 30 giorni dalla data di affissione si oppone per validi motivi sarà presa in considerazione la possibilità di mantenerla in esercizio. Ma sono pochi i casi di salvataggio, visto che le cabine sono ormai diventate una sorta di trascurati monumenti alla storia della tecnologia. Amoreggiare per telefono, cercando di evitare gli sguardi curiosi di chi da fuori aspettava il suo turno, è roba d’altri tempi. Oggi basta un messaggino.

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