Caffetteria Palazzo Vecchio
Bar affidato ai privati Il Comune mette a gara la gestione di un servizio di ristorazione a piano terra

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Benvenuti al Caffè Palazzo Vecchio, una miscela dall’aroma particolare. E chissà che non spunti anche un panino o un cocktail Il Magnifico.

Il Comune ha deciso di promuovere una gara per affidare un servizio di caffetteria all’interno dello storico palazzo, proprio vicino all’ingresso principale, da cui nel 2012 solo per recarsi a vedere il museo e visitare le stanze medicee sono transitati 565.949 visitatori. Numeri importanti, in grado di garantire un bel giro d’affari, considerato il fascino dell’ambientazione. Chi si aggiudicherà la gestione, della durata di 4 anni, dovrà ovviamente corrispondere un compenso al proprietario delle mura, cioè lo stesso Comune. Il canone mensile ammonta a 3.131 euro (oltre Iva se dovuta), cifra comunque abbastanza vantaggiosa, se si considera il livello dei costi d’affitto sostenuti mediamente dai pubblici esercizi della zona. Ma se il canone appare piuttosto ridotto, il Comune si riserva anche il diritto di incassare una percentuale degli incassi derivanti dalla vendita di alimenti e bevande. Una volta consegnati da parte del Comune i locali, al centro di un lavoro di ristrutturazione, a carico del privato resterà l’opera di allestimento: dal progetto alla fornitura e la posa in opera delle attrezzature e arredi necessari allo svolgimento dei servizi di caffetteria. Così come saranno di sua competenza le spese per la pulizia e il pagamento delle bollette di acqua luce e gas. Per quanto riguarda l’offerta commerciale, nel capitolato di Palazzo Vecchio si legge che dovranno essere garantite l’offerta di bevande calde e fredde, bevande analcoliche e alcoliche, panini, tramezzini, salati, toast, prodotti da forno e pasticceria, macedonie, spremute e frullati di frutta. Assolutamente esclusa invece la somministrazione di bevande superalcoliche. Non solo, perché il gestore viene chiamato a garantire l’impiego di prodotti di ottima qualità, che dovranno essere offerti con massima cura e un’ampia varietà di scelta, con particolare attenzione ai prodotti della filiera corta, biologici, prodotti locali dell’enogastronomia fiorentina e toscana, prodotti per celiaci. Pietanze da poter mangiare in piedi insomma, ma non cibo spazzatura.

Infine, una prescrizione precisa, quella che vieta di installare video-giochi, juke box, slot machine e ogni altro gioco meccanico o elettronico. Perché trasformare l’ingresso di Palazzo Vecchio in un piccolo casinò è un’idea che non affascina troppo.

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