Case e alberghi a Sant’Orsola?
Come incatenare il fantasma Rispunta l’ipotesi del project. Un’occasione da non perdere per migliorare la città

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Case e alberghi. La ricetta è sempre quella. E non importa se l’edilizia ha conosciuto in questi ultimi anni la flessione maggiore tra tutti i settori economici: intanto le case si fanno poi qualcuno le comprerà, le abiterà, le rivenderà. Così come non importa se il problema non è creare nuovi posti letto per i turisti ma riempire quelli che ci sono e definire una politica turistica innovativa, seguendo le nuove esigenze ribadite da tutti gli esperti: trasformare la vacanza in una esperienza. Quindi non promuovere visite guidate ma generare emozioni. Non costruire hotel, ma una città capace di stimolare il visitatore. Eppure, non appena si parla di un nuovo futuro per Sant’Orsola, che ne attende uno da decenni, ecco che si torna a parlare di insediamenti abitativi e ricettivi. Ma non si doveva partire dagli spazi per la socialità, a servizio dei residenti e qualcuno aveva ipotizzato perfino scuole, palestre, centri anziani? Sarà perché niente si fa se non ci sono investitori e gli investitori non ci sono se non c’è appetibilità commerciale. Un po’ come nella vecchia canzone “per fare un albero” succedeva con il fiore, qui finisce che per rifare Sant’Orsola ci vogliono i soldi. Ma un discorso è fare un project per la riqualificazione di uno spazio così prezioso puntando solo a sottrarlo ad uno scomodo silenzio e di fatto alienarlo, un altro darsi come obiettivo renderlo uno spazio vitale, accogliente, utile alla città e ai residenti di San Lorenzo che da anni si battono per averlo. Un project partecipato dovrà tenere conto di una organizzazione degli spazi, enormi per altro, in cui le varie attività sappiano convivere e si integrino con il contesto. Nessuno è contro la logica commerciale, ci mancherebbe. Ma la tutela del bene comune deve dominare ogni atto pubblico. (Maurizio Abbati)

ps: Sembra che non si pensi ad un futuro di case ed alberghi. Una buona notizia. Ne siamo lieti. Adesso lavoriamo per costruire le alternative.

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