Commercianti: di cento euro ne restano in tasca solo 3 Confesercenti: ”Incredibile che con il nostro lavoro guadagni più lo Stato delle imprese”

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Strangolati dalle spese. La raffica di chiusure degli esercizi commerciali evidenziata in questi ultimi anni (dati primo quadrimestre in Toscana: 397 aperture e 1324 chiusure, saldo di – 927) dipende non solo dal calo generalizzato dei consumi dovuto alla crisi, ma anche dai margini di ricavo che si assottigliano sempre più. Un’analisi condotta da Confesercenti dimostra infatti come i guadagni effettivi rispetto al venduto si stiano costantemente restringendo, specie per chi tratta alcune tipologie merceologiche dove tra i costi effettivi (tasse, acquisto della merce all’ingrosso e spese generali) e i ricavi si sfiora lo zero. Così, su un incasso di cento euro ai dettaglianti alimentari finiscono in tasca 3,88 euro, che diventano 5,80 per gli ambulanti alimentari, 8,37 per il dettaglio frutta e verdura, 9,26 per abbigliamento e calzature, 10,64 per fiori e piante, 12,55 per i bar e infine 13,24 euro per i ristoranti.

“E’ incredibile constatare – dice Nico Gronchi, presidente provinciale di Confesercenti – che con il lavoro quotidiano delle nostre imprese guadagna più lo Stato dell’impresa stessa. (Maurizio Abbati)

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