Stangati dall’Imu, rincari
del 200% a bar e negozi Nessuna agevolazione per i fondi. Confesercenti: ”Per le imprese in colpo da ko”

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Ben venga lo stop alla rata Imu sulla prima casa, ma che il governo non si dimentichi delle imprese, schiacciate dal peso di un’imposta che ha prodotto aumenti spaventosi rispetto a quando era ancora in vigore l’Ici. “Come emerge con grande chiarezza, nel 2012, le imprese del nostro territorio hanno pagato un conto salatissimo rispetto alla vecchia Ici, con aumenti vertiginosi che, in alcuni casi hanno superato anche il 200% su base annua”, questa la sintesi di Raffaele Viggiani, delegato giunta provinciale Confesercenti alle politiche fiscali. Ai beni immobili strumentali, cioè utilizzati a fini commerciali, non è infatti stata attribuita, dal quadro normativo, nessuna, anche parziale esenzione. “Come se ciò non bastasse, i Comuni del nostro territorio ci hanno messo anche del suo”: con qualche eccezione più o meno significativa, hanno applicato, in materia, il massimo delle aliquote consentite dalla legge. Il risultato – conclude Viggiani – è sotto gli occhi di tutti: alle piccole e medie imprese,nonostante la difficilissima situazione economica, è stato inferto un vero e proprio colpo da ko che certo ha contribuito ad accelerare i processi di chiusura e dismissione aziendale di cui, purtroppo, ogni giorno parliamo”.

Ma di quanto sono stati questi incrementi. Secondo i dati forniti dalla stessa Confesercenti, per un bar siamo passati da 1.320 euro di Ici nel 2011 a 3.088 di Imu lo scorso anno, con un rincaro del 242%. Per un’attività di calzature si è invece passati da 1.478 a 3.086 euro con un +209%; per un’officina da 1.168 a 2.272 euro con un +195% e per un negozio di alimentari da 1.230 a 2.269 euro, che significa +184%.

Sarebbe impensabile – commenta il presidente provinciale di Confesercenti, Nico Gronchi – confermare questo salasso anche per il 2013. Eppure, al momento, non ci risulta che i Comuni del nostro territorio siano giunti a più miti consigli; anzi, la maggior parte di quest’ultimi sembra siano orientati a confermare le aliquote dello scorso anno. Ecco perché prenderò carta e penna, in questi giorni, per scrivere a tutti i sindaci del nostro territorio chiedendo loro, pur nella consapevolezza delle difficoltà che gli amministratori pubblici attraversano, in questa fase storica, nel far quadrare i conti di prevedere una riduzione, anche sensibile, degli importi”. (Maurizio Abbati)

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