Conservatorio Cherubini,
la musica non è solo cuore”In Italia poca tutela per la professione”. 800 studenti, compresi i 50enni. Un ciclo di concerti a Villa Bardini

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“La musica del cuore”. E’ il titolo dello sceneggiato RAI andato in onda nei giorni scorsi nella prima serata di Rai Uno e incentrato sulle avventure e disavventure di un immaginario conservatorio pugliese. Una fiction, dove la musica continua ad assumere quel ruolo suggestivo che nel nostro paese spesso gli viene attribuito. Un binomio tra musica e cuore, da cui le parole lavoro ed esercizio spesso restano escluse. Ma la musica, aldilà del fascino che accomuna tutte le arti, è una professione, quando per arrivare ad esercitarla ci sono voluti anni e anni di applicazione e studio. Quell’applicazione che ben conoscono i circa 800 allievi del Conservatorio Cherubini di Firenze. “Un numero di allievi che in questi anni si è stabilizzato – spiega il vicedirettore Paolo Zampini – e dove accanto ai più giovani si possono trovare anche persone di 50 anni, che magari hanno suonato tutta una vita e adesso arrivano da noi per perfezionarsi o prendere quel diploma che non hanno mai avuto”. Una situazione che capita non raramente, soprattutto nel jazz, uno dei dipartimenti in maggiore crescita sotto il profilo degli allievi, assieme a quello di musica e nuove tecnologie, che appassiona tutti coloro che vogliono cogliere l’opportunità di impiegare i più recenti sviluppi della ricerca tecnologica per creare nuova musica.

Tanti allievi, insomma, e tutti con la musica nel cuore. Ma la musica riuscirà ad essere davvero il loro futuro, anche in termini professionali? “Spesso si parla di fuga dei cervelli, e questo vale anche per la musica. Purtroppo –  aggiunge Zampini – in Italia sforniamo tante eccellenze che poi se ne vanno all’estero per lavorare. Da noi non esiste una legislazione che tuteli il musicista, non esiste un albo e chiunque può fare musica. Se a questo si aggiunge il fatto che ormai molte orchestre stabili sono state chiuse o hanno ridotto i loro organici si capisce come sia difficile inserirsi”.

Ma la musica non si ferma. Ed ecco che il Cherubini, per far fronte alle esigenze degli stessi allievi, a cui il pubblico dei soli familiari giustamente non basta, ha deciso di partecipare a un’iniziativa promossa dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, dal titolo “Aperitivi musicali a Villa Bardini”. Si tratta di un ciclo di 7 appuntamenti che si terranno dal 5 marzo fino a maggio all’interno del parco stesso e che vedranno come protagonisti proprio alcuni studenti del conservatorio fiorentino. Si comincerà con un recital pianistico, per proseguire con la musica da camera e concludersi con due appuntamenti all’aperto, dedicati al jazz e all’opera. Infatti a chiudere saranno gli studenti di Arte scenica, chiamati ad allestire il “Dido&Aeneas” di Purcell. (Maurizio Abbati)

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