Cura dimagrante per le partecipate comunali Prevista la riduzione da 20 a 13. Accorpamento per Ataf, Silfi e Linea Comune

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Partecipate, si cambia. Il Comune ha tracciato un piano mirato all’efficientamento del proprio sistema di aziende partecipate, destinato a ridurne il numero, portandole da 20 a 13, e a renderle allo stesso tempo economicamente più solide. Si comincia con l’accorpamento di Ataf, Silfi e Linea Comune in un’unica holding, Firenze Smart, in cui più avanti potrebbe confluire anche Sas. Il piano prevede poi la dismissione delle partecipazioni comunali in Afam, Tram spa, Banca Etica e Fidi Toscana, che potrebbe portare nelle casse comunali qualcosa come 10 milioni di euro. A questo si unisce un progetto di riorganizzazione che riguarda nello specifico Sas, che non si occuperà più della gestione delle strade urbane e della classica corsa a ricoprire le buche nell’asfalto. Servizio per il quale verrà fatta un’apposta gara di appalto in global service. Diventerà così probabilmente superflua la collaborazione dei circa 50 lavoratori che si occupano ad oggi di questa attività, ma va anche detto che non è previsto alcun esubero. Novità anche per Quadrifoglio, che sta partecipando alla gara da 5,6 milioni di euro per la gestione dei rifiuti dell’Ato Toscana centro al fianco di Asm Prato, Publiambiente e Cis Piana Pistoiese. Se dovesse vincere, si prospetterebbe una fusione fra le 4 società, se invece dovesse perdere, il vincitore dovrebbe riconoscere a Quadrifoglio la cifra di 120 milioni di euro. Ma nel piano del Comune, presentato dal sindaco Nardella e dall’assessore al bilancio Perra, c’è anche un progetto più allargato, che riguarda la gestione del gas e dell’acqua. In entrambi i casi si punta a dare vita a società in grado coprire tutto il bacino regionale, attraverso forme diverse di accorpamenti e fusioni. Da un lato Toscanaenergia potrebbe così unirsi con Consiag; dall’altro Publiacqua con Acquedotto del Fiora, Acque toscane e Nuove acque. A riguardo del servizio idrico, comunque Perra ha precisato che il Comune non intende cedere le proprie quote e quindi fare il modo che il pubblico abbia sempre voce in capitolo sulle relative scelte. Quote pubbliche che invece sono destinate ad essere messe sul mercato per quello che riguarda la Centrale del Latte, in attesa di conoscere il suo destino. (Ma.Ab.)

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