Ascensione e Corpus Domini
Rivogliamo le nostre feste I negozi aprono ormai 7 giorni su 7, ma al Senato c’è un disegno di legge per ripristinare le festività abolite

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Sarà ma non ci credo. O almeno non sembra vero. Mentre ormai si combatte per evitare che vengano immolate alla logica dei consumi e delle aperture dei negozi 7 giorni su 7 anche le ultime feste rimaste, caduto il primo maggio e il Capodanno, qualcuno sta provando a reintrodurre nel calendario quelle perdute. Date rosse diventate nere per decreto, festività abolite. Sì, perché un tempo si faceva vacanza dal lavoro e da scuola molto più di ora, in omaggio perlopiù allo spirito religioso. Ma con la progressiva laicizzazione dei costumi si è pensato di farne a meno e aumentare i livelli produttivi. Quella su cui si è poi fatto marcia indietro, con la testa china a mo’ di pentimento, è stata l’Epifania, nel 1985. Le altre restano in attesa. Quali? Ma come, non vi ricordate ad esempio San Giuseppe il 19 marzo, l’Ascensione (nel 2014 il 1 giugno), il Corpus Domini (nel 2014 il 22 giugno)? Ebbene ecco che al Senato approda un disegno di legge con cui si propone di ripristinarle, promosso dalla senatrice Paola De Pin, ex Movimento 5 Stelle e ora del Gruppo azione partecipazione popolare. Nei fatti, se la proposta dovesse passare, in quei giorni le scuole resterebbero chiuse e il lavoro, dove si decidesse comunque di non chiudere i battenti, sarebbe retribuito come festivo. Certo sarebbe un problema in più per la produzione, ma un’occasione guadagnata per il turismo interno, perché le famiglie potrebbero approfittarne per un fine settimana al mare, ai monti o nelle città d’arte. Anche se oggi, con la crisi che taglia come la lama di un rasoio, quelle stesse famiglie volano basse e un giorno in più di lavoro spesso significa tanto a fine mese. Non è l’idea che non convince, a chi non piace far festa, ma il momento. (Ma.Ab.)

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