Defibrillatori obbligatori, società sportive in allarme La norma salvavita in Toscana entrerà in vigore da ottobre. Difficile per molti garantire il servizio

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Un defibrillatore semiautomatico in ogni impianto sportivo a partire dal prossimo 1 ottobre. E’ la decisione del consiglio regionale, che ha fatto slittare la data di applicazione di una nuova norma che segna un grande passo in avanti nella prevenzione della salute, evidenziando l’importanza del primo soccorso. Purtroppo come sempre esistono due lati della stessa medaglia. Il lato oscuro resta quello della applicabilità della norma, soprattutto nei casi di piccole società sportive che fondano la loro attività e la loro sopravvivenza sul volontariato. Ciò non significa che queste abbiano meno bisogno di un defibrillatore delle altre, ma solo che disporre di un macchinario salvavita del genere implica dei costi aggiuntivi, e soprattutto una evidente difficoltà nella sua gestione. Il costo infatti è già un problema, anche se superabile. Si tratta infatti di una spesa che può variare dai 600-700 euro, per i tipi più economici, ai mille euro ed oltre per i modelli più performanti e con le piastre intercambiabili senza dover inviare l’apparecchio in manutenzione una volta utilizzato. Spesa che comunque le società dilettantistiche hanno 30 mesi per effettuare. Il vero problema resta l’individuazione dei soggetti chiamati a utilizzare il defibrillatore e che per questo dovranno superare un apposito corso di formazione. Cosa accadrà per quelle delle circa 120mila società dilettantistiche stimate in Italia che non saranno in grado di garantire la presenza presso i loro impianti di un addetto per l’intero orario di apertura? Come minimo una riduzione dell’attività. Molti consigli direttivi si stanno già ponendo il problema e la soluzione non è facile da trovare. (Ma.Ab.)

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