Festa Democratica,
fine estate in riva d’ArnoIl Pd sceglie l’Obihall. Mecacci: niente primarie per i sindaci a fine primo mandato. Renzi compreso

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Bandiere rosse sull’estate fiorentina. O meglio rosse, verdi e bianche, perché i tempi sono cambiati, le sigle anche, e nel Pd di oggi la Festa dell’unità è diventata Festa Democratica, su cui sventola il tricolore. Ma il senso profondo resta quello di costruire un momento di partecipazione popolare, un bagno di folla per un partito che dalla folla sembra a volte aver preso le distanze, fino a veder rosicato il suo tradizionale zoccolo duro di elettori e simpatizzanti. Anche se le ultime amministrative hanno fatto tirare un sospiro di sollievo a una dirigenza uscita a capo chino dalle politiche.
Si avvicina l’estate dunque e come ogni anno inizia la stagione delle feste democratiche. La più attesa resta quella fiorentina, che in questi ultimi anni ha ritrovato entusiasmo grazie anche alla massiccia adesione dei circoli del Pd e ad un luogo di grande suggestione come le Cascine. In questa estate 2013 però la festa presenterà una novità importante, dal sapore di una scommessa. Non si tratta della formula, che negli intenti dovrebbe rimanere la stesa dell’ultima edizione, con la fusione di stand gestiti dai volontari e stand affidati ai privati. Ma della location. Niente Cascine insomma. La festa sposta il suo “carrozzone” verso sud, più precisamente l’Obihall. Ma attenzione a chiamarla festa di serie b, perché il tendone sarà solo un elemento di una kermesse che si snoderà lungo le rive dell’Arno, sulla via di Varlungo in direzione del viadotto, occupando l’area dei giardini affacciati sul fiume. «Per noi è una decisione importante, e non vorrei che qualcuno pensasse a una festa in tono minore perché si parla di Obihall. Abbiamo fatto questa scelta – spiega il segretario metropolitano del Pd, Patrizio Mecacci – con lo scopo di riconsegnare alla gente un pezzo della città che non è mai stato promosso finora e che dal 23 agosto al 15 settembre potrà attrarre su di sé l’attenzione dei fiorentini».
La formula resterà invece la stessa?
«Stiamo facendo una serie di incontri con l’obiettivo di confermarla. Lo scorso anno riuscimmo a mettere in campo 16 stand gestiti interamente grazie all’opera dei volontari, con 200-300 persone impegnate a sera, a cui si affiancavano gli spazi privati».
Il sollecito per il palato dei fiorentini, che avranno la possibilità di una cena sotto le stelle in riva d’Arno, è garantito. Ma la politica?
«Ci sarà anche quella, con tanto di inviti per il governo. Ma non intendiamo fermarci sulle polemiche sulla segreteria e via dicendo. L’anno prossimo ci saranno scadenze importanti sotto il profilo elettorale, con europee e amministrative. Un’idea potrebbe essere dedicare la festa al tema dell’Europa e le città, così da avviare una riflessione».
A proposito di amministrative, resta confermato il passaggio delle primarie per la scelta dei candidati?
“Ci troveremo di fronte una partita importante da giocare perché cambieranno i sindaci in quasi tutti i Comuni e per altro se ne andranno personalità di peso, come a Sesto, Scandicci a Barberino. Dovremo puntare su innovazione e radicamento sui territori, ma comunque è certo che dalle primarie non si scappa. Cosa diversa per chi è a fine del primo mandato, dove forse non sono necessarie. Chiaro che deve esserci una discussione con il partito, ma se c’è una condivisione dei programmi si va avanti».
Una sfida in meno dunque per Renzi, che intanto ha già riavviato il motore del suo comitato elettorale. Ma chissà se gli avversari più temuti in vista dello scontro per Palazzo Vecchio sono più quelli esterni o quelli interni, che per la verità ancora non si sono materializzati e che forse al momento nessuno vorrebbe si facessero avanti, anche solo per evitare ulteriori scossoni in un Pd lacerato dai conflitti. Davanti però c’è ancora un anno intero e di cose ne possono succedere tante, soprattutto sul fronte nazionale.
Per ora godiamoci la festa. Almeno in agosto le polemiche potrebbero restare lontane dalle sponde dell’Arno. (Maurizio Abbati)

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