La fibromialgia in cerca di identità

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“E’ considerata una delle cosiddette malattie rare, ma in realtà la fibromialgia si calcola che solo in Italia colpisca circa 4 milioni di persone, di cui il 90% dei casi sono relativi a donne. Numeri tutt’altro che contenuti dunque per una malattia che purtroppo viene raramente riconosciuta, in quanto non provoca alterazioni degli esami di laboratorio e non provoca danni che si possano evidenziare radiologicamente. Come Italia dei Valori chiediamo che la Regione Toscana riconosca la fibromialgia come malattia invalidante e venga considerata a livello di Lea per garantire le cure a chi ne è affetto. Una proposta che porteremo all’attenzione di chi guiderà la Regione nella prossima legislatura”. Così il segretario regionale dell’IdV Toscana, Giovanni Fittante, durante l’incontro organizzato a Firenze a cui era presente tra gli altri anche la vicepresidente della Regione Toscana Stefania Saccardi, oltre ad alcune persone colpite la fibromialgia che hanno raccontato le loro esperienze.

“E’ fondamentale che la fibromialgia venga riconosciuta dalla Regione, così come è accaduto in Veneto e nella Provincia autonoma di Trento –  come una malattia ad alto impatto sociale e sanitario per cui approntare degli specifici percorsi, considerato soprattutto che si rivela in costante e preoccupante aumento”. Ma sono anche altre le richieste dell’IdV , spiega Antonio La Torre, responsabile Laboratorio sanità IdV Toscana, secondo cui “è altresì necessaria la costituzione di un apposito registro in cui vengano iscritte le persone affette da questa particolare patologia; e ancora la creazione di un network che colleghi i diversi centri di riferimento per questa malattia, come Firenze, Pisa e Siena. Altra necessità sarebbe istituire un fondo a livello internazionale per giovani ricercatori così da individuare test diagnostici specifici e terapie efficaci”.

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