Firenze, a 2 dita dal cielo
Sogni a rischio naufragio Per finire i Grandi Uffizi mancano 38 milioni, per il Parco della musica almeno 44. Sant’Orsola? Nel cassetto

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Firenze resta sempre a due dita dal cielo. Ogni sogno, ogni progetto di sviluppo sembra arenarsi all’improvviso, proprio quando l’obiettivo è ormai prossimo. Ci manca sempre qualcosa e quel qualcosa sono in ultima analisi i soldi, forse non solo per mancata capacità di fare dei preventivi esatti, ma anche per il fatto che le spese lievitano oltre le previsioni, oppure perché infine si chiudono i rubinetti che avrebbero dovuto portare linfa vitale. E così, solo a titolo di esempio, si stima che per completare il prezioso interminabile progetto dei Grandi Uffizi ci manchino 38 milioni di euro, che dovrebbero arrivare da Roma attraverso il Ministero dei Beni culturali. A sua volta, per consentire al nuovo Parco della musica della Leopolda di cominciare a funzionare e poter ospitare le stagione operistica servirebbero un centinaio di milioni di euro, o almeno 44 per completare la torre scenica, asse portante degli allestimenti. Più contenuta la cifra necessaria per dare ossigeno al Maggio Musicale e garantirgli la possibilità di sopravvivere. Si parla di 8 milioni di euro circa, che però per tamponare le scadenze vanno trovati entro il 30 giugno, questione di ore dunque. E che per altro a poco servirebbero senza avere a disposizione la somma necessaria a coprire il debito complessivo, cioè quei 37 milioni di euro che secondo il commissario Bianchi sarebbero da inserire nel concordato che permetterebbe di evitare il fallimento.

Ma non dimentichiamoci che ci mancano anche i soldi per la realizzazione della linea due della tramvia, che dovrebbero arrivare dall’Europa, solo però se i lavori partissero entro la data di scadenza fissata per il finanziamento. Così come dopo anni di abbandono e dopo un progetto di recupero passato attraverso l’acquisizione dell’immobile dal demanio, si è constatato che non ci sono risorse sufficienti per il recupero di Sant’Orsola.

Prime pietre che si posano, cantieri che partono e poi inevitabilmente si fermano. Sogni che naufragano, forse senza neanche aver appassionato particolarmente i fiorentini, che forti del loro atavico scetticismo prima di innamorarsi di un’idea vogliono vederla realizzata. (Maurizio Abbati)

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