Firenze vola, ma solo sulle ali del turismo Il 2014 chiude con una crescita considerevole e l’area metropolitana sfiora i 13 milioni di presenze

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Siamo sempre a parlare di turismo. Forse perché in questi anni è uno dei pochi comparti, se non il solo, a registrare dati positivi e ad affrancarsi dalla crisi generale che ha colpito il nostro Paese per intero. E piangersi addosso non fa piacere a nessuno. I dati del Centro studi turistici relativi al 2014 indicano per l’area metropolitana quasi 4,8 milioni di arrivi, con un aumento su base annua del 3%, cioè 140mila unità; mentre le presenze sfiorano i 13 milioni, con una crescita del 3,5% equivalente a 428mila notti. Di questi viaggiatori, 3,6 milioni hanno scelto per pernottare un albergo (+2,9%), mentre 1,1 milioni una struttura extralberghiera (+4,4%). In quanto a provenienza spicca in modo particolare il dato relativo ai cinesi, aumentati del 16,6% e ormai il secondo mercato dietro quello degli Stati Uniti, cresciuto dell’1,7%, cifra che in termini assoluti però vale molto di più di quanto potrebbe apparire. Tornano a crescere i turisti spagnoli (+10,9%) e inglesi (+8,5%), mentre si avverte la flessione dei giapponesi (-9,8%). Se si restringe il campo e si fa invece un focus sulla sola città di Firenze, gli arrivi sono 3,5 milioni (+2,5%), e le presenze 8,6 milioni (+4,7%). In questo spaccato a preoccupare è invece il calo della componente russa, che ha perso il 7,5%, sicuramente a causa della crisi scatenata dalla questione ucraina. La media del tasso di occupazione camere nell’alberghiero si attesta sul 63,9%, composto da un 71,2% a livello Firenze e un decisamente più basso 46,4% a livello di altri Comuni. Altro dato significativo è quello sulla spesa media pro capite, pari a 124 euro contro i 112 dell’anno precedente. Certo sappiamo tutti che il turismo da solo non può salvare un’economia asfittica, ma indubbiamente in questi anni ha dato un forte contributo all’occupazione, salvando anche le attività commerciali e alimentando un forte indotto in cui vanno fatti rientrare anche i trasporti e l’artigianato. Serve però altro per lasciarsi alle spalle la crisi. Bisogna ricominciare ad investire, fare ricerca, puntare su settori avanzati, diventare punto di attrazione per il fieristico e il congressuale, capaci di portare in città chi viaggia per affari, attrarre capitali. E il turismo più in tutto questo giocare un ruolo decisivo, fare da trait d’union. (Ma.Ab.)

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