Giovani tutor contro l’abbandono degli studi Selezionati dall’Ateneo con un bando 270 ”accompagnatori” che aiuteranno chi è in difficoltà

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Chi ben comincia, si sa, è a metà dell’opera. Ma l’inizio è una delle parti più difficili in molte occasioni, anche se stiamo parlando di un percorso universitario. In Italia infatti se la percentuale di persone che hanno conseguito una laurea è del 22%, ben 14 punti percentuali al di sotto della media europea, non è solo a causa del basso numero di iscrizioni, ma anche della forte dispersione degli studenti, che troppo spesso decidono di abbandonare gli studi nei primi anni. Per contrastare questa tendenza l’Ateneo fiorentino ha deciso di far scendere in campo un piccolo esercito di studenti volonterosi in veste di tutor, per guidare i giovani iscritti nel proprio percorso di studi. Il finanziamento proviene dal Ministero dell’Università, che ha creduto nel progetto. Così sono stati selezionati, attraverso un bando, attivo dallo scorso dicembre, e un colloquio personale, ben 270 tutor che saranno impegnati durante l’anno scolastico per una media di 10 ore settimanali. I tutor non sono una vera e propria novità nell’università italiana, ma la particolarità del progetto risiede, oltre che nel gran numero di tutor attivati con un solo bando, nel fatto che sono stati selezionati con attenzione fra studenti di corsi di laurea magistrale o di dottorato. Questo risponde alla logica già affermata all’estero, molto meno in Italia, del rapporto di scambio fra lo studente più maturo e quello più giovane. I tutor saranno quindi chiamati, coordinandosi con i docenti dei diversi corsi di studio, a guidare gli studenti più giovani con percorsi di sostegno per lacune di base o criticità in esami specifici, per attenuare le difficoltà dei primi anni universitari.

“La dispersione e la difficoltà ad acquisire i crediti previsti sono fenomeni che si verificano soprattutto nei primi anni di studio – spiega Anna Nozzoli, prorettore alla didattica – magari di fronte alla difficoltà di elaborare un proprio metodo per affrontare esami e didattica universitaria”. Per gli studenti in crisi dell’Ateneo fiorentino c’è quindi una speranza, un valido appoggio che speriamo li sproni a portare a termine il loro percorso universitario. Claudia De Luca

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