Gucci ”griffa” la Ginori
In fabbrica suona la sirena Aggiudicata la gara. I sindacati: ora comincia la trattativa sui posti di lavoro

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E’ il matrimonio dell’anno, che si combina sul filo dell’eccellenza, quello tra il Gruppo Gucci e la Richard Ginori, la storica fabbrica di porcellane fiorentina disperatamente alla ricerca di un rilancio. Un matrimonio che apre nuovi sviluppi e nuovi margini di collaborazione, incentrati soprattutto sulla produzione di articoli per il settore tableware, dedicato al segmento del lusso. Il Gruppo Gucci si è aggiudicato la gara per l’acquisto di Ginori. Ma si è trattato di una corsa senza avversari, visto che quella della maison della moda è stata l’unica offerta pervenuta al tribunale fallimentare di Firenze. Offerta che dovrà essere adesso perfezionata con il versamento dell’intero importo, 13 milioni di euro, entro il 22 maggio. “L’offerta conferma lo spirito di attenzione e investimento dell’azienda sul territorio fiorentino ed è coerente con la strategia di valorizzazione dell’eccellenza del made in Italy nel mondo”, recita una nota Gucci, secondo cui “obiettivo dell’operazione è il rilancio dello storico marchio fiorentino, sinonimo da sempre di qualità, artigianalità e made in Italy”.

Un sospiro di sollievo per i 305 lavoratori di Sesto Fiorentino, parte dei quali ha atteso l’esito della gara davanti ai cancelli dello stabilimento, dove alla notizia si è anche levato alto il grido della sirena. Ma se il passaggio di proprietà apre nuove speranze, dall’altra parte per loro è ancora presto per brindare. Prima ci sarà da valutare i piani di sviluppo e soprattutto quelli occupazionali. Gucci ha subito dichiarato di voler “investire in un programma industriale per sostenere i piani produttivi, oltre che supportare Richard Ginori nei processi di innovazione e ricerca e sviluppo e sostenere i valori del made in Italy attraverso la valorizzazione, la formazione e il mantenimento delle qualificate risorse umane già presenti in azienda”. Come dire che la Ginori riparte da Firenze e dalle sue maestranze. Il problema restano però la localizzazione e i numeri. Il primo piano annunciato prevedeva  il reintegro di 235 lavoratori su 305 e il proseguimento della cassa integrazione per gli altri. “L’offerta d’acquisto di Richard Ginori 1735 da parte del gruppo Gucci è una splendida notizia che assicura futuro e investimenti sulla storica manifattura di Sesto Fiorentino – commenta il sindaco di Sesto, Gianni Gianassi -. Adesso si apre una difficile trattativa tra la proprietà e i sindacati per determinare i livelli occupazionali a partire dal piano industriale e dalle sue esigenze. La Ginori deve restare a Sesto Fiorentino, deve mantenere alta la qualità del proprio prodotto e determinare la più alta occupazione possibile”.

I primi a sapere che la partita resta ancora tutta la giocare sono i sindacati. In ballo 74 posti di lavoro. “Ci saranno sacrifici, al di là del sollievo non è una festa”, ha spiegato Bernardo Marasco di Filctem-Cgil. Adesso si aprirà un confronto sul piano industriale finalizzato tra l’altro a “limitare il più possibile” il danno sociale derivante da eventuali esuberi. “Ci preme tentare – ha aggiunto Lucia Sbolci di Femca-Cisl – di salvaguardare al massimo i posti di lavoro”. Ci saranno ancora momenti difficili, insomma, e qualcuno dovrà rimanere a casa, pagando per tutti il prezzo di una lunga battaglia, facce lunghe in mezzo a tanti sorrisi. Ma si potrà ripartire, la sirena tornerà a suonare ogni giorno, perché finché c’è lavoro c’è speranza. E quella oggi per la Ginori si è riaccesa. (Maurizio Abbati)

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