Idea: ridurre i rifiuti
Grazie anche alle tasse

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Più raccolta differenziata, meno inceneritori rispetto a quelli previsti dai piani provinciali in vigore (da 9 a 7) e meno discariche (da 12 a 5). E’ quanto prevede il nuovo piano dei rifiuti approvato dalla giunta regionale e presentato dal presidente Rossi. Un obiettivo raggiungibile, si dice, aumentando la raccolta porta a porta e il riciclo effettivo di materiale, che dovrebbero far fare un forte passo avanti. Sistemi che da soli però non sarebbero forse sufficienti se non si tenesse conto di un fatto elementare: la riduzione progressiva dei rifiuti annunciata dall’Irpet, secondo cui da qui al 2020 ogni toscano dovrebbe generare 50 chilogrammi in meno. Come? Intanto partiamo dalla crisi economica, che ha di fatto contribuito – nella sua negatività – a contrarre i consumi. Se anche l’economia dovesse ripartire – come si spera – a questo si aggiungerà una spinta  su acquisti verdi, autocompostaggio, fontanelli e via dicendo. Ma soprattutto a incidere sulla produzione di rifiuti saranno anche le tasse, cioè la Tares e la fantomatica service tax. Già, perché l’idea dell’imposta si basa sul principio “paghi per quello che consumi”. Con costi che diventano sempre più elevati. Sarà forse questo l’elemento decisivo a spingere i cittadini a ridurre il numero delle loro passeggiate fino al cassonetto.

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