Il Cotto da salvare
Comparto a rischio

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Il tradizionale Cotto di Impruneta rischia di scomparire, con gravi rispercussioni sul tessuto produttivo locale e sul fronte occupazionale. E’ un allarme vero e proprio quello lanciato da Fillea-Cgil alla vigilia dell’apertura del tavolo voluto dalla Provincia su un comparto che negli ultimi quattro anni ha visto la perdita di oltre cento posti di lavoro su 300 complessivi, la chiusura di 5 industrie su 9, una perdita del fatturato intorno al 40% e la sofferenza delle microimprese artigiane che occupano circa 80 addetti in tutto. All’origine della crisi del Cotto, secondo Fillea-Cgil, ci sono le difficoltà dell’edilizia e la concorrenza di altri materiali simili ma meno costosi. In quasi tutte le aziende sono in corso procedure di Cassa integrazione, Cig straordinaria e contratti di solidarietà. “Gli ammortizzatori sociali stanno finendo, se non si fa qualcosa a settembre-ottobre 2014 sarà una ecatombe”, denuncia Alessandro Lippi di Fille.

Per arginare la crisi, la Cgil ha formulato alcune proposte, come limitare la provenienza per l’uso produttivo alla materia prima pregiata e certificata reperibile nell’area circoscritta fra Impruneta, Greve e Montespertoli; inoltre si chiede alle amministrazioni locali di promuovere un progetto per la filiera corta di qualità, promuovendo il prodotto con iniziative del tipo “fornaci aperte” e sviluppando la ricerca e lo sviluppo e puntare alla costituzione di un vero e proprio distretto, utilizzando anche risorse europe.

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