Come sardine. A Sollicciano 520 posti per 956 persone La relazione del garante regionale Alessandro Margara. Calano anche le risorse a disposizione

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Numeri da tutto esaurito, ma purtroppo non si tratta della stagione turistica estiva ormai giunta alla sua fase clou, bensì del sistema penitenziario italiano e toscano nello specifico, decisamente sovraffollato. Un’analisi accurata della situazione la traccia il garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Alessandro Margara, nella sua relazione 2013. Il sistema su scala nazionale, afferma Margara, “vive da tempo la sua stagione di più grave crisi. La popolazione detenuta ha raggiunto cifre senza precedenti, ben superiori a quelle oltre 61.000 presenze raggiunte le quali, nel 2006, si procedette all’ultimo provvedimento di indulto”. L’ultimo rilevamento, spiega il garante, parla di una popolazione detenuta di 65.831 unità al 31 marzo 2013, ovvero 4.600 in più di quel giugno 2006. Stesso discorso vale per la Toscana, dove ci sarebbero 4.124 detenuti contro i 4.001 di allora. Una situazione capace di determinare ovvie difficoltà di gestione, così che Margara parla di “condizione drammatica”

Un sovraffollamento da cui solo pochi penitenziari non sono toccati. A Sollicciano, ad esempio, al 31 dicembre 2012 figuravano 956 detenuti (di cui 661 stranieri) contro gli 833 del 30 giugno 2008; questo a fronte di una capienza regolamentare stimata di 520 posti. Prato invece a fronte di 476 posti ospita 693 detenuti e Pistoia 140 a fronte di 74 posti.

Ma non è sovraffollamento il solo problema, anche se riduce in modo notevole la qualità di vita. All’aumento della popolazione detenuta sarebbe corrisposto infatti un notevole calo delle risorse a disposizione. Secondo Margara il bilancio del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria nel 2007 era di oltre 3 miliardi di euro, mentre nel 2011 è sceso a 2,7 miliardi di euro. Questo a fronte di un aumento dei detenuti di circa il 50%. (Maurizio Abbati)

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