La crisi spenge la sigaretta
Tabaccherie in vendita Assotabaccai: acquisti calati del 40%.
E da bollette e ricariche telefoniche guadagno zero

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Messaggi di fumo dalle tabaccherie toscane: di questo passo chiuderemo tutte una dopo l’altra, o ci trasformeremo in sale giochi. Un grido d’allarme da parte di un settore che in anni non lontani veniva considerato tra i più redditizi nel mondo del commercio. Si diceva insomma che una tabaccheria fosse una rendita certa, oltre che una pensione assicurata, perché arrivato il momento di cedere l’avviamento avrebbe fruttato diversi soldoni. «Una volta, forse, ormai non è più così, ve lo garantisco. Tanto che solo presso la nostra associazione ce ne sono una quindicina in vendita, sparse un po’ in tutto il territorio provinciale, su un totale di circa 300 esercizi, e non è affatto facile trovare acquirenti», dice il presidente di Assotabaccai Toscana, Leonardo Cariulo. Tutta colpa di una redditività crollata, mattone dopo mattone, o meglio pacchetto di sigarette dopo pacchetto. Ma quanto c’entra in tutto questo l’avvento della sigaretta elettronica? «Poco a dire il vero. Certo la gente la prova, magari continua ad utilizzarla quando si trova sul posto di lavoro, dove non si può fumare, ma quando torna a casa riprende la sua vecchia sigaretta. Il vero problema – spiega Cariulo – è che le vendite di tabacchi sono in forte ribasso, almeno del 30 o 40% rispetto a un anno fa, soprattutto a causa dei prezzi. Ormai per un pacchetto siamo arrivati anche a 5 euro». Fumare diventa dunque roba da ricchi, tanto che per risparmiare sembra essere tornata di moda una vecchia abitudine. «Una moda già passata purtroppo. Inaspettatamente – racconta il presidente di Assotabaccai – le persone avevano cominciato a farsi le sigarette da soli, acquistando il tabacco e le cartine. Poi è arrivata una stangata anche sul tabacco e il costo è diventato più o meno uguale a quello delle sigarette confezionate. Così molti ci hanno rinunciato, a parte chi pensa in questo modo di fumare di meno, perché ci vuole più tempo per la preparazione e se non se ne ha davvero voglia si può soprassedere». Per campare ecco così che le tabaccherie si trasformano sempre più in centri servizi, tra slot machine e scommesse, sostituendosi alle poste per il pagamento delle bollette. «E’ vero, ormai le slot la fanno da padrone, ma il rendimento rispetto all’incasso è andato diminuendo in questi anni. Regge invece ancora bene il gratta e vinci, mentre si nota un certo calo nelle giocate di lotto e superenalotto.Per quanto riguarda le bollette – prosegue Cariulo – è un lavoro che svolgiamo più che altro per attirare la clientela, ma c’è un guadagno davvero esiguo. Su una bolletta il margine è di 26 centesimi e poi ci sono da pagare le tasse. Peggio ancora va per le ricariche telefoniche: su una da 5 euro rimangono 2 centesimi». Ma quanto può costare oggi comprarsi una tabaccheria? «Di solito le valutazioni vengono fatte sulla base degli utili degli ultimi tre anni: se sono 100mila euro all’anno il valore è di 300mila euro. Oggi il valore medio è attorno ai 200mila. Questo può dare anche la misura dei reali guadagni. Ma tenga conto che non è un esercizio che si può gestire da soli e mantenere un dipendente è diventato impossibile». (Maurizio Abbati)

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