Gli Usa tentati dal made in Toscana

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Quattro miliardi e mezzo di euro in scambi commerciali solo l’anno scorso, un incremento del valore dell’export dell’80,7% e un volume di importazioni aumentato del 67,7% dal 2009 al 2014: gli Stati Uniti sono per la Toscana il primo partner economico extraeuropeo e mai come in questi ultimi anni il rapporto è cresciuto e maturato, con un sempre maggior numero di imprese che trovano partnership Oltreoceano e scambi politici, educativi, culturali che si uniscono al business. Proprio per sfruttare al massimo il potenziale di due aree geografiche molto legate fra loro si è svolto nel Salone de’ Dugento di Palazzo Vecchio lo Usa Day, una iniziativa per conoscere meglio le opportunità commerciali con gli Stati Uniti, organizzata da Camera di commercio di Firenze e PromoFirenze, in collaborazione con Comune di Firenze e Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Firenze. Nel 2014 la Toscana ha esportato negli Usa merci e servizi per un valore di 3 miliardi di euro, pari al 9,5 per cento del totale, e ne ha importate 1,48 miliardi pari al 7,4 per cento del totale (dati Istat elaborati dall’Ufficio Statistica di Camera di Commercio di Firenze). E la prospettiva è anche migliore. Secondo l’ultima indagine realizzata dal Servizio Studi di Intesa Sanpaolo per Banca CR Firenze, l’aumento del Pil americano e le condizioni di cambio euro/dollaro favorevoli stanno facilitando molti distretti toscani come la ceramica di Sesto Fiorentino, i vini del Chianti, la pelletteria e le calzature di Firenze e Arezzo, il tessile e l’abbigliamento di Prato e Arezzo, i mobili di Poggibonsi e l’agroalimentare di Lucca.

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