Lavoratori e aziende
sotto pressione, fiscale Il presidente Confesercenti: il cuneo arriva a 62 euro su 132. Appelli ai parlamentari toscani

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Lavoratori e aziende in asfissia a causa della pressione fiscale, che erode i guadagni. Ogni 100 euro di retribuzione lorda un’azienda versa 32 euro di contributi. Il dipendente, a sua volta, riceve solo 69 euro netti e ne perde 31 in tasse e contributi. Partita la corsa alle modifiche della  Legge di stabilità, il presidente di Confeserecenti provinciale Nico Gronchi scrive ai parlamentari del territorio fiorentino chiedendo maggiore coraggio e determinazione su un tema specifico, quello del “cuneo fiscale” che, in un’ area come la nostra assume, per la quantità di impresa diffusa e lavoratori che ne compongono il tessuto economico e sociale, una grandissima importanza.
“Noi siamo convinti – scrive Gronchi – che, agendo con forza sulla leva fiscale e contributiva che grava sul lavoro si possano realmente produrre ricadute positive per i contribuenti onesti riducendo il carico fiscale su lavoro e imprese. Ma attenzione – prosegue il presidente -, occorrono risorse adeguate e consistenti, altrimenti si rischia, come poi effettivamente avvenuto negli ultimi giorni, di seminare illusioni, per poi scoprire che si parla, a seconda della fascia di reddito, di aumenti in busta paga di 10-14 euro al mese”. “Abbiamo bisogno di aumentare il reddito disponibile delle persone e di riequilibrare la tassazione sui fattori produttivi per far ripartire i consumi e quindi la domanda interna di beni e servizi”.
I numeri parlano da soli : In Italia ogni 100 euro di retribuzione lorda l’azienda ne versa altri 32 come contributi. Il lavoratore riceve netti 69 euro in quanto versa a sua volta 31 euro in tasse e contributi. Il cuneo fiscale è quindi pari a 62,9 euro su 132,1 di costo totale attestandosi al 47,6%. L’azione messa in campo dalla legge di stabilità per il 2014 prevede uno sgravio fiscale per il lavoro di circa 3 miliardi di euro, di cui 1,6 miliardi destinati all’aumento delle detrazioni Irpef per i lavoratori dipendenti e 1,5 miliardi per le imprese fra decontribuzione Inail, defiscalizzazione e sconto Irap sulle nuove assunzioni. “Dalle prime tabelle il beneficio per un lavoratore dipendente arriva al massimo a 146 euro annui corrispondenti a un reddito di 21.000 euro lordi, mentre per le aziende è ancora pressoché impossibile quantificare il beneficio, che comunque non sarà certo significativo”, continua Gronchi. “E’ sulla base di questi numeri che dobbiamo muoverci ma è fondamentale tenere conto che, cercando di accontentare un po’ tutti, come peraltro già avvenuto in passato, si finisce per frammentare eccessivamente le risorse a disposizione e, alla fine, vanificare gli sforzi messi in campo”. “Noi chiediamo ai nostri parlamentari di avere il coraggio e la forza di sostenere una scelta chiara ed univoca: aumentare le poche risorse in campo agendo sulla spesa pubblica improduttiva e, ogni volta in cui si produce un risparmio per lo Stato, indirizzare le risorse al rilancio dei consumi mettendo “un po’ di soldi in tasca agli italiani”.

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