Il calendario dell’Avvento diventa un calvario Sei italiani su 10 pronti a ridurre la spesa. Persone povere raddoppiate in 4 anni

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Il calendario dell’avvento diventa un calvario. Sì, perché ogni giorno che passa si avvicina il Natale, ma in molte famiglie non c’è alcuna frenesia, nessuna voglia che la magica notte arrivi. Si sorride spesso perché ci sono i bambini, e loro hanno diritto a vivere il loro sogno, ma quando si pensa ai pochi soldi nei portafogli in sorriso si congela sulle labbra. Secondo le previsioni di Confcommercio 6 italiani su 10 sono intenzionati a ridurre le loro spese rispetto allo scorso Natale; meno acquisti e regali più parsimoniosi. Della serie basta il pensiero.  E come potrebbe essere altrimenti considerato che, sempre secondo Confcommercio e il suo misery index le persone che vivono in famiglie assolutamente povere sono passate da 2,4 milioni a 4,8 milioni in soli 4 anni, per colpa essenzialmente del crollo dell’occupazione. Pensate che l’indice di Confcommercio calcola un’area di disagio, relativa proprio alle problematiche occupazionali, che raggiunge i 4,3 milioni di soggetti, più che doppia rispetto ai 2 milioni del 2007. Secondo l’associazione dei commercianti a ottobre 2013 i disoccupati erano 3 milioni e 189mila a fronte degli 1,5 milioni del 2007. I cassaintegrati, considerando le unità di lavoro a zero ore, sono passati da 71mila a 320mila, mentre gli scoraggiati in senso stretto, ovvero coloro che hanno comunque cercato lavoro almeno tre mesi prima della rilevazione, sono passati da 386mila a 776mila.

Un Natale che dunque conferma la tendenza al ribasso dei consumi già manifestata nei mesi precedenti e che su base annua secondo Confcommercio segna un -2,1%. Meno consumi e meno entrate tributarie per lo Stato: nel periodo gennaio-ottobre 2013 il gettito Iva, nonostante l’aumento della percentuale di tassazione, risulta in flessione del 3,9%, una percentuale che di per se stessa dice poco, ma tradotta in cifre rappresenta ben 3,421 miliardi di euro.

Insomma, se ci sono segnali di ripresa le famiglie non se ne sono accorte. (Maurizio Abbati)

 

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