”Non c’è più tempo”
Giovani in cerca di futuro Disoccupazione giovanile al 40%, tasso di abbandono scolastico al 18,6%. Manifestazione a Firenze

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“Non c’è più tempo”. La sintesi di un malessere che coinvolge sempre più i nostri giovani, che si scoprono privati della speranza di crescere, di trovare la loro strada, sintetizzata in uno slogan. Quei giovani che hanno manifestato per le vie del centro non per l’uno o per l’altro partito, la politica non c’entra, anche se in fondo in qualche modo c’entra sempre. Quello che chiedevano è di riprendersi il loro futuro, riaprire una prospettiva per il domani che in questa fase sembra oscurata.

E come dargli torto. La disoccupazione giovanile, nella fascia tra i 15 e i 24 anni (a parte le polemiche sulle regole del calcolo statistico) è ormai arrivata in Italia al 40%, in numeri 667mila persone. E nemmeno il titolo di studio è più visto come una chiave per aprire le porte sbarrate del mondo del lavoro. Tanto che il tasso di abbandono scolastico ha raggiunto percentuali che in Toscana arrivano al 18,6%, con i maschi addirittura al 23,4%, contro una media Ue del 12,8%. A questo si aggiunge una percentuale di alunni in ritardo scolastico, cioè che ha perso almeno un anno rispetto al normale corso di studi, che si attesta al 15,5%: 63mila ragazzi. Mentre nell’anno 2011/2012 i bocciati in tutta la regione sono stati 25mila, il 6,2% in tutto, il 13% nelle superiori. E la crisi economica certo non aiuta. Addirittura si è registrato un calo delle iscrizioni ai nidi, dovuto proprio all’esigenza di risparmiare.

“Non c’è più tempo”. E’ vero. Non possiamo limitarci ad allargare le braccia. Servono misure atte a sostenere l’inserimento dei giovani nel mondo produttivo, considerando anche la scuola una parte di esso e non qualcosa di scollegato, vista solo come una voce insopprimibile nel capitolo delle spese. Ed è inutile pensare prima ad alzare le entrate tributarie che a creare prospettive di vita e occupazionali. Questi giovani non avranno di che guadagnare, di che spendere per farsi una casa – Imu o meno – e di che far fronte agli oneri fiscali. (Maurizio Abbati)

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