Liberi dalle auto. Ma il Carmine non spera nei miracoli Via con la pedonalizzazione della piazza e niente parcheggio interrato, ma chi ne pagherà il prezzo?

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Piazza del Carmine non si attende un miracolo. Sa bene che per la sua liberazione dalle auto che la assediano da tempo ormai immemorabile dovrà comunque pagare un prezzo. Vuoi per la maggiore difficoltà della gente di Oltrarno a trovare parcheggio, vuoi perché svuotare una piazza non significa di per se stesso riqualificarla. Ma la decisione di Palazzo Vecchio lascia poco su cui discutere, almeno fino a quando non si vedrà concretamente come sarà condotta. Certamente piace l’idea di aver soprasseduto sul parcheggio sotterraneo, non tanto perché sarebbe stato un attrattore di traffico, ma perché scavare in un luogo così delicato non appare opportuno, viste le esperienze accumulate. Se proprio si deve far spazio alle auto, meglio sia altrove. E non dico in piazza Cestello, che strisce bianche o blu che siano è già a sua volta sotto assedio. Non dico nemmeno piazza Tasso, dove invece si vorrebbe collocare quel parcheggio interrato, solo spostato dal Carmine ma non dimenticato. Piazza Tasso è il vero cuore popolare del quartiere, la vera piazza viva e non piazza monumento. Lasciamola così com’è. O semmai lavoriamo per migliorare gli arredi esistenti, come il parco giochi e il campo da calcio. Meglio puntare sulla zona di Santarosa, dove c’è l’area dell’ex gasometro e della sede Asl. E collegare meglio l’Oltrarno con il servizio pubblico. A basso impatto, magari. Cioè con bus piccoli e a basse emissioni inquinanti. Si parla da troppo tempo della fuga dei residenti, della moria di imprese artigiane, di saracinesche che in questo quartiere di botteghe restano abbassate. C’è bisogno di fatti. Perché le parole a San Frediano non si ascoltano neanche più. (Ma.Ab)

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