Powersoft, un’impresa di successo nata dalla passione Intervista con Luca Lastrucci, ad dell’azienda con sede a Scandicci. ”Giovani qualificati? Difficile trovarli”

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Le passioni vanno seguite, specie quando possono trasformarsi in un lavoro. Come dalla passione, anzi due, è nata Powersoft, un’azienda che oggi esporta tecnologia italiana in tutto il mondo dalla sua sede di Scandicci e riesce a fare concorrenza ad alto livello ai colossi stelle e strisce. “L’azienda è nata nel ’95 – racconta Luca Lastrucci, fondatore e amministratore delegato – da un’idea mia, di mio fratello e di un altro nostro coetaneo, che avevamo in comune due passioni, quella per la tecnologia e quella per la musica. Abbiamo pensato di poterci costruire un lavoro vendendo computer e installando software. Poi, proprio per la passione, ci siamo messi a studiare applicazioni elettroniche per la musica, cercando soluzioni innovative per l’amplificazione; una ricerca che ci avrebbe portato a registrare un brevetto internazionale e rivoluzionare il sistema, riducendo non di poco le dimensioni degli amplificatori e creando un notevole efficientamento”.

Insomma vi siete trovati in 3 neolaureati con in mano un progetto ambizioso.

“Diciamo che c’è stata una crescita inaspettata, perché noi a quel tempo lavoravamo in un appartamento e l’idea di produrre per conto nostro non ci aveva neanche sfiorato. Così abbiamo tentato di vendere il progetto, ma allora nessuno ci dette credito, finché un’azienda di nostra conoscenza si rivelò disponibili ad ospitarci nel suo stand allo Smau con un prototipo del nostro amplificatore. E fu la svolta, perché passò di lì un produttore che si incuriosì, ci chiese informazioni e poi chiese di avere dei nostri campioni da immettere sul mercato. Se avessero funzionato per noi ci sarebbe stato un contratto”.

E funzionò?

“Direi di sì. Ci mettemmo subito a produrre come potevamo, facendo molto da soli. E oggi abbiamo due siti produttivi a Bologna e Gorizia, più la sede di Scandicci con una sessantina di dipendenti, dove facciamo sviluppo e controllo qualità. A questo si aggiunge la Powersoft Usa, con una sede a Ventura in California”.

Quanto conta per voi la ricerca?

“E’ fondamentale. Nel 2013 abbiamo avuto un fatturato di 17,5 milioni di euro e investiamo ogni anno qualcosa come il 10-11% in ricerca e sviluppo, altrimenti non c’è futuro. Abbiamo anche adesso prodotti nuovi che l’anno prossimo dovrebbero darci buoni risultati. Oggi siamo strutturati su due divisioni interne, una che si occupa di sistemi di amplificazione con il 95% del fatturato che arriva dall’estero e distribuzione in 60 paesi, e l’altra che si occupa di localizzazione satellitare, rivolta più che altro sul mercato italiano, con tutte le difficoltà che ciò comporta visto che si parla più che altro di gare pubbliche”.

Sviluppo significa anche apertura ai giovani che vogliono affacciarsi a questo settore.

“Questo è un po’ un elemento di difficoltà. A dire il vero noi cerchiamo personale qualificato, ma non si trova facilmente. Sembra purtroppo che qui da noi la ricerca nel settore sia più orientata a pubblicare che ad occuparsi di controllare se ci sono riflessi sotto il profilo industriale”. (Ma.Ab.)

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