Primavera, sbocciano i binari. Via ai lavori per la linea 2 Entro fine marzo l’apertura dei cantieri. Obiettivo ridurre al minimo i disagi. Pronta la viabilità alternativa

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Benedetta primavera. La prossima, quella in cui dovrebbero finalmente partire i lavori per la realizzazione delle nuove linee tramviarie che Firenze aspetta ormai da tempo. Ma perché benedetta se ci aspetta un periodo lungo di cantieri, deviazioni, disagi e le immancabili proteste? Perché senza tram la città è destinata a rimanere ferma. Avvitata su se stessa e sul suo traffico. E soprattutto perché la crisi ci ha insegnato (ebbene sì anche dai tempi duri si impara) a rinunciare all’auto quando è possibile. E questa possibilità è legata in gran parte alla presenza di un mezzo pubblico di trasporto funzionale, cioè rapido e puntuale.

Ebbene i lavori per la linea 2 della tramvia dovrebbero iniziare nel mese di marzo, al massimo i primi di aprile, almeno a quanto racconta il presidente della commissione Urbanistica comunale di Firenze Mirko Dormentoni, dopo una audizione del direttore dell’area sviluppo urbano Giacomo Parenti. “Entro febbraio – spiega Dormentoni – sarà sottoscritto tutto il nuovo accordo economico-finanziario tra le imprese e le banche (con lettera di commitment già fatta) e le delibere per l’approvazione del nuovo Pef (piano economico-finanziario) saranno subito conseguenti. Saranno aperti i cantieri di Peretola (che non interferirà con il traffico) e poi quelli di via di Novoli (strettoia) e di via Gordigiani. Quest’ultimo avrà un impatto più rilevante sulla mobilità, ma sono già state predisposte le soluzioni alternative della viabilità. Nel frattempo partiranno (in via Tavanti sono già avviati) alcuni cantieri per fare indagini e sistemazioni sotterranee preliminari”.
E poi il tram sforerà anche i confini comunali, come già richiesto ad integrazione del progetto originario. I soldi per questo arriveranno dalla Regione, che dovrebbe finanziare con 1 milione di euro la redazione del progetto per il prolungamento della rete verso Campi Bisenzio e verso Sesto Fiorentino (Polo scientifico), mentre il Ministero, per procedere verso l’impegno dei fondi Cipe aggiuntivi, ha chiesto al Comune integrazioni sulla fattibilità economico-finanziaria dei tracciati e dei prolungamenti delle linee e del sottoattraversamento. E anche questi elaborati sono in fase di predisposizione. “Questa seconda parte però – precisa Dormentoni – non interferisce con la prima perché il sottoattraversamento avrà un percorso indipendente dall’attuale tracciato della linea 2 e solo un punto di interconnessione nei pressi di via Circondaria”.

E poi? Poi rimane aperta la questione del centro storico e dell’ipotesi firmata Matteo Renzi del sottoattraversamento, quello stazione-Zecca per intendersi. Un’idea che ancora attende di potersi trasformare un progetto, cioè passare una verifica sulla fattibilità reale. Ma per questo c’è tempo. Pensiamo ad un binario alla volta, che già è difficile così.

“E’ importantissimo – ha detto al proposito Dormentoni – il fatto che si veda concretamente la ripartenza della infrastruttura fondamentale per la mobilità fiorentina e della città metropolitana. Altrettanto lo è stata la rassicurazione sul fatto che la procedura per l’eventuale passaggio in centro in sotterranea non interferisca con il portare avanti le linee 2 e 3 così come sono state progettate e finanziate. Il rischio era quello di perdere quello che avevamo di certo per qualcosa che ancora tutto da verificare”. (Ma.Ab.)

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