Regalo di Natale, il commercio esce dal tunnel della crisiVendite in aumento. ”Ma per recuperare ci vorranno almeno 4 o 5 anni”

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Il Natale riaccende la speranza. Le tante lampadine accese di questi giorni sembrano formare la luce che potrebbe segnare la fine del tunnel della crisi per il commercio. Secondo Confesercenti Firenze per la prima volta negli ultimi 7 anni i piccoli imprenditori del commercio, turismo, servizi possono trascorrere le festività natalizie con un po’ di serenità in più rispetto alle turbolenze degli anni della “grande crisi. Il peggio insomma sembra essere passato, come  certifica l’Osservatorio Economico Confesercenti, che, stando all’analisi del campione di imprese selezionato, registra finalmente con il terzo trimestre 2015 (per la prima volta dal 2007), un aumento di fatturato del 2,43%. Buone in particolare le performance di intimo e merceria, ottica, elettrodomestici, telefonia, bar, ristoranti, commercio su area pubblica, turismo. Restano invece al palo altri settori tradizionali, da tempo in sofferenza, che sembra abbiano maggiori difficoltà ad intercettare la “ripresina” (giocattoli, librerie, ambulanti alimentari ). Da segnalare, dopo una crisi nerissima, i primi segnali positivi che sembrano giungere dalle imprese dettaglio abbigliamento uomo, donna, bambino, calzature.

“Un segnale, quest’ultimo, di grande importanza, a pochi giorni dall’inizio dei saldi invernali, previsto per il prossimo 5 gennaio”, commenta Nico Gronchi, presidente Confesercenti Firenze. Ma aldilà delle performance delle singole tipologie commerciali “il turismo si conferma vero e proprio traino della  ripresa, anche se il settore, soprattutto a Firenze, soffre le problematiche proprie di una crescita fuori controllo”. Ma Gronchi guarda anche in prospettiva e sottolinea  come “stiamo finalmente uscendo dal tunnel, lo dicono, in modo inconfutabile i dati, ma questa inversione di tendenza non può farci dimenticare quanto avvenuto negli anni della crisi, durante i quali abbiamo incredibilmente perso quasi 1/4 del nostro fatturato complessivo. Un vero e proprio tsunami, con ricadute gravissime in termini di occupazione, mortalità di imprese, depauperizzazione del territorio. Calcoli e previsioni economiche alla mano, quanto abbiamo perso potrà essere parzialmente recuperato non prima di 4-5 anni, naturalmente in assenza di ulteriori fenomeni di caduta verticale dell’economia globale”.

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