”Ripartire dalle imprese”. Confesercenti sprona i politici Il presidente provinciale Nico Gronchi: ”Spirale negativa da cui si esce solo con un grande progetto”

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I primi sei mesi del 2013 hanno segnato in modo importante gli assetti istituzionali e politici del nostro paese. Le elezioni nazionali e locali, suggellando la crisi dei partiti tradizionali e l’affermazione di nuove forze politiche, ci hanno regalato una nuova geografia politica alquanto complessa e complicata il cui unico sbocco possibile, come noto, è stato il Governo Letta di “Larghe Intese”, chiamato oggi ad affrontare una emergenza economica e sociale senza precedenti. Le sensazioni che hanno famiglie e imprese è che tutto quello che si sta facendo sia paradossalmente inutile, e quando sembra di aver messo la “toppa” al posto giusto, si apre sempre un altro fronte ancora più delicato e complesso. E’ il caso della pressione fiscale “impazzita” ed in continuo aumento: si sospende l’Iva ma arriva la Tares, si rimodula l’Imu ma si vogliono cambiare gli estimi catastali. E’ anche il caso del lavoro: si mettono risorse per favorire l’assunzione dei giovani ma i soldi per la cassa integrazione saranno sufficienti forse fino a fine estate. Ancora: si favorisce la stabilizzazione dei contratti ma si complica la vita ai lavoratori del settore turismo.

E’ evidente che il sistema paese è in una spirale negativa dalla quale si esce solo con un grande progetto che guardi al futuro, indicando da subito dove vogliamo andare, con quali compagni di viaggio e iniziando ad agire con coraggio sui grandi problemi che ci impediscono di essere un paese “normale”. E’ un dovere della “rappresentanza” in senso lato lavorare in questa direzione, quella politica in primis ma anche della rappresentanza dei lavoratori e sopratutto delle imprese. I segnali che arrivano dal nostro mondo sono gravi e preoccupanti e Confesercenti ha scelto di spingere con forza sull’acceleratore, di cambiare passo, cercando di rispondere con strumenti straordinari a un momento che non ha precedenti nella recente storia industriale del nostro paese. A gennaio abbiamo avviato un confronto con Regione e Anci sul tema delle regole che governano i nostri settori, abbiamo lanciato la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare che riporti sul territorio la facoltà di decidere sulle aperture domenicali e festive, abbiamo, infine, dato vita con i colleghi di Rete Imprese Italia all’iniziativa “Non spengiamo Firenze!”. Durante la campagna elettorale abbiamo presentato alle forze politiche un dossier, “L’impresa presenta il conto”, specifico su commercio e turismo e con indicazioni precise su possibili risparmi di spesa pubblica.

Non ci siamo però limitati a snocciolare dati e “piangerci addosso”, ma abbiamo cercato negli ultimi mesi anche di costruire qualcosa che concretamente aiutasse il nostro mondo ad affrontare la crisi e le pesanti conseguenze che quest’ultima produce in termini di redditi ed occupazione. Partendo da questo presupposto, abbiamo messo in piedi l’operazione “Confesercenti_LAB,scuola d’impresa laboratori per la crescita”, ovverosia una nuova articolazione delle nostra associazione dedicata alla formazione, ai progetti innovativi di “start up”, credito, giovani imprenditori, enogastronomia. Abbiamo infine aperto un tavolo di confronto permanente con parlamentari eletti nel nostro territorio,con interscambio continuo di materiali, informazioni, proposte e suggerimenti. Noi abbiamo fatto una scelta chiara, dobbiamo ripartire dal mondo dell’impresa diffusa per dare risposte ai bisogni di chi ci circonda. (Nico Gronchi)

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