Ritorno alla terra. A scuola con un futuro da agricoltore In aumento allievi di istituti e facoltà di agraria. In campo anche gli aiuti della Regione

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La terra come elemento su cui costruirsi un futuro lavorativo torna ad esercitare una notevole attrazione sui giovani; sarà a causa della crisi in atto, che spinge verso forme alternative di impiego, o per il desiderio di legarsi a un’occupazione che, pur restando la più tradizionale, è andata incontro ad una vera e propria riscoperta negli ultimi anni. Specie in Toscana, dove l’agricoltura è anche sinonimo di eccellenze e si sposa con la forte vocazione turistica. La dimostrazione di questo ritrovato legame tra i giovani toscani e la terra arriva da un’indagine realizzata dalla Scuola di Agraria dell’ateneo fiorentino, presentata dall’assessore regionale Salvadori, che ha preso in esame il numero degli studenti iscritti sia agli istituti agrari che alle facoltà di Agraria. Nel primo caso, cioè quello che riguarda gli istituti professionali e tecnici agrari, nell’ultimo triennio le iscrizioni sono aumentate del 17,17% e ogni anno vengono sfornati di media 412 nuovi diplomati. Il 50% dei nuovi diplomati  si iscrive poi all’università, così come farebbe un altro 27% se non fosse per questioni di pura natura economica. Sette ragazzi su dieci del 50% che non va avanti con gli studi trovano lavoro entro un anno dal diploma. Buoni anche i numeri delle iscrizioni alle facoltà di Agraria, con Firenze che nell’anno accademico 2013-2014 ha contato 492 matricole, con un +81,5% rispetto a tre anni prima. E secondo AlmaLaurea l’83,5% dei laureati del 2007 dopo 5 anni aveva già un lavoro. Economia della terra in positivo dunque, grazie anche all’intervento della Regione, che con i piani di sviluppo rurale ha distribuito risorse per 56 milioni di euro a 1.505 nuovi agricoltori tra il 2007 e il 2013. Ma c’è anche un’altra iniziativa di assoluto interesse, quella legata alla Banca della terra, che prevede la concessione di terreni ai giovani agricoltori under 40 e permette così anche il riutilizzo ad uso agricolo di aree che altrimenti andrebbero in abbandono. (Ma.Ab.)

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