Sostegno alle imprese, prestiti e garanzie per l’innovazione L’assessore regionale Simoncini: ”Il problema più grosso da risolvere è la situazione delle pmi”

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L’economia è vicina ad una fase di stallo. E ripartire è possibile solo attraverso investimenti che consentano il riposizionamento sul mercato delle nostre imprese e l’avvio di processi di innovazione. Peccato che per la gran parte delle nostre imprese questa si mostri un’impresa assai difficile, considerata la bassa capitalizzazione che le contraddistingue e quindi la scarsa disponibilità finanziaria. Impresa che diventa impossibile quando poi si parla appunto di piccola impresa. E non è facile per molti accedere agli strumenti di credito degli istituti bancari. La Regione ha così deciso di fare la propria parte, individuando nuovi strumenti di ingegneria finanziaria per consentire il finanziamento d’impresa, attraverso garanzie per l’accesso al credito o prestiti rimborsabili, gestiti da Toscana Muove, il nuovo gestore regionale di tutti gli interventi. Fino ad oggi i due fondi di garanzia (circa 90 milioni di euro, di cui 33 di risorse Fesr) dal 2009 al 31 dicembre 2013 hanno attivato finanziamenti per 1,46 miliardi di euro. A dicembre 2013 il Fondo per gli investimenti ha concesso garanzie per circa 300 milioni, a fronte di 391 milioni di finanziamenti deliberati a 2.365 imprese. Il Fondo per la liquidità ha concesso garanzie per 681 milioni a fronte di 1.076 milioni di finanziamenti deliberati a oltre 5.563 imprese. Sul fondo rotativo, a  febbraio 2014 sono state concesse agevolazioni per l’industria a 157 imprese, per 51,9 milioni di euro; per l’artigianato a 671 imprese (79,6 milioni di euro); per la cooperazione a 11 imprese per 7,5 milioni.

Ma se la Regione interviene a sostegno dell’economia locale, anche le imprese devono fare la propria parte. Che cosa in particolare? “Devono seguire la strada tracciata da quelle 4mila aziende toscane che hanno dimostrato di saper crescere anche in questa fase di crisi e hanno fatto sì che la Toscana mostri tassi di export praticamente doppi rispetto alla media italiana”, risponde l’assessore regionale alle Attività produttive Gianfranco Simoncini. E cioè? “Cioè adoperarsi per investire in innovazione, costruire filiere e reti per superare il problema del sottodimensionamento”. Quali sono secondo lei i problemi più grossi che la Toscana deve superare per rilanciare la propria economia? “Intanto il problema più grosso resta quello delle pmi, che vivono essenzialmente sulla domanda interna, cioè quella che più ha risentito della crisi. Poi abbiamo due situazioni specifiche che dobbiamo cercare di risolvere a livello industriale: da un lato l’emergenza Lucchini, in attesa di risposte, dall’altra la Breda, dove attendiamo che la situazione si sblocchi perché possa riassumere il suo ruolo guida per l’economia”. (Maurizio Abbati)

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