Turismo congressuale, Firenze aspetta ancora la Fortezza Si apre martedì la Btc, ma la crescita del settore passa dalla creazione di nuovi spazi espositivi

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Firenze strizza l’occhio al congressuale, ospitando la nuova edizione della Btc, in programma martedì e mercoledì prossimi alla Fortezza da Basso. Anche se a dire il vero sono ormai anni che la città sconta la carenza di strutture congressuali idonee ad ospitare gli eventi più importanti, penalizzata da un Palacongressi in attesa di ristrutturazione e ormai superato strutturalmente e una Fortezza che aspetta un piano di riorganizzazione interna sempre rinviato. Sembra dunque strano che il settore manifesti segnali di costante crescita, dovuti però soprattutto all’appeal turistico della città e al fatto che le sue strutture fieristiche si trovino proprio al centro, dunque a pochi passi dai monumenti più conosciuti al mondo. Serve dunque un’operazione complessiva di rilancio, volta all’ammodernamento strutturale, alla nascita di spazi polivalenti e modulari, che si prestino alle diverse esigenze degli organizzatori. Nel 2011 era stato presentato un piano di recupero dal valore di quasi 90 milioni di euro per la Fortezza, che prevedeva la demolizione di alcuni degli attuali padiglioni e la creazione di nuovi, assieme a piazze interne e giardini pensili, ma da allora niente di tutto questo è accaduto. Colpa della burocrazia e colpa della cronica carenza di risorse. Ma il progetto va portato a compimento, anche perché la meeting industry secondo l’Università di Bologna dà lavoro in Italia a quasi 300mila addetti, di cui 190mila dipendenti a tempo pieno e quasi 98mila professionisti autonomi. Inoltre ha aumentato di 97 milioni di euro la produzione delle aziende agricole, di 3,65 miliardi quella delle aziende industriali, di 6,9 miliardi quella degli alberghi e di 4,9 miliardi quella dei ristoranti. Mentre il Pil congressuale ammonta oggi a 15 miliardi e 88 milioni di euro. Ragioni più che valide per intercettare una fetta di questo giro d’affari in grado a sua volta di stimolare anche i flussi turistici legati al leisure.

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