Turista, mon amour. Il pozzo di petrolio di Firenze Arrivano, comprano, affollano le strade e creano ricchezza 12 mesi all’anno

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Con l’arrivo della primavera le strade fiorentine si riempiono dei tanto attesi turisti. Camminando per il centro sentir parlare italiano diventa l’eccezione, piuttosto che la regola, e schivare gli obiettivi delle fotocamere per non rovinare le foto ricordo si trasforma in una vera e propria sfida. Gli artisti di strada si contendono le piazze principali, intrattenendo i passanti con musica dal vivo, bolle di sapone e sculture viventi, mentre la fila di fronte agli Uffizi è ancora più affollata del solito. L’atmosfera è brulicante e tastando l’umore generale dei commercianti la situazione sembra confortante; non si parla di crisi, l’ottimismo è diffuso.

“Firenze è sempre una delle città più belle del mondo – ci dicono in un bar di piazza San Marco – quindi c’è un bel movimento. Firenze è unica, basta conservarla così com’è; è un brand vendibile in tutto il mondo senza problemi, lo conoscono meglio gli stranieri degli italiani”. “Stiamo andando abbastanza bene, ma potrebbe andare meglio – si lamentano però in un altro bar della zona – se le istituzioni fossero meno assillanti con le attività commerciali sotto il profilo finanziario”.

La stragrande maggioranza di turisti che in questi giorni affollano il centro città è fatta di stranieri: “C’è molto turismo fortunatamente – affermano in un bar in piazza della Repubblica – brasiliani, spagnoli e molti orientali, che comunque fanno tappa fissa a Firenze tutto l’anno. Comunque molti più stranieri che italiani. Noi ora cominciamo in questi weekend ad andare al mare, loro vengono a Firenze”.

Il made in Italy mantiene sempre il suo fascino, così ci dicono in una pelletteria di via Calzaiuoli: “In questo momento c’è abbastanza movimento, stiamo lavorando soprattutto con gli stranieri, in maggioranza americani, cinesi e giapponesi. Quelli che fanno acquisti più importanti sono i cinesi, che vengono in gruppo e comprano tutti insieme”.

A Santo Spirito, la zona bohémien del centro dove le centrifughe di frutta e verdura non possono mancare nei menù, i tavolini esterni dei bar sono pieni di turisti e non è raro vederli prendere un aperitivo, anche a mezzogiorno.

Domandando in giro ai turisti cosa li abbia spinti a scegliere proprio Firenze come destinazione delle proprie vacanze, al primo posto fra le motivazioni c’è l’arte, fiore all’occhiello della città, e ovviamente l’idea del buon cibo italiano. Molti ragazzi americani si trovano invece a Firenze per studio, essendo molto frequenti i viaggi culturali dalle loro università verso la nostra città.

“Firenze senza turisti non sarebbe la stessa cosa – spiega Giulia, 25 anni, che vive in centro – anche se devo dire che ha i suoi lati negativi: attraversare Ponte Vecchio di giorno diventa davvero una mission impossible… però meno male che ci sono!”. Claudia De Luca

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