Un’estate senza la canicola, Firenze in fondo ringrazia Primi dati positivi sulle presenze turistiche straniere di agosto. Si aprono nuovi mercati

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Pure un tempo instabile, con neri nuvoloni e temporali che hanno contrassegnato anche questo mese di agosto, doveva mettercisi per rovinare una stagione turistica già azzoppata dalla crisi. Gli stabilimenti balneari piangono, ma ad essere ancora più disperati sono gli operatori turistici delle zone montane, flagellate dall’acqua. Si dimostra tuttavia ancora saggio il detto “non tutti i mali vengono per nuocere”. Anche se nel caso specifico sarebbe meglio dire che il male di qualcuno genera il bene di altri. E’ così per le città d’arte, e nel caso specifico Firenze, dove un’estate dalle temperature più contenute e senza quei picchi di afa che di solito costringono i turisti agostani a cercare riparo ha favorito e forse incentivato le presenze. Ancora è certo presto per tirare le somme, ma tra gli operatori del settore sembra tirarsi un sospiro di sollievo, visto che considerata la crisi si temeva di peggio. E la crisi in effetti c’è stata, soprattutto per quanto riguarda i visitatori italiani, con pochi soldi in tasca e alla ricerca di formule di vacanza più economiche possibile, ma anche affezionati al soggiorno al mare. Diversa la cosa per quanto riguarda gli stranieri, per i quali Firenze resta comunque meta di serie A. Ed è anche interessante notare come ai soliti mercati europeo e nordamericano si stiano affiancando con sempre maggiore profitto i nuovi, cioè quelli legati all’Asia, al Medio Oriente e all’America del Sud. Turisti con poteri d’acquisto diversi tra loro e che anche per questo motivo sono in grado di contribuire a incrementare il tasso di occupazione camere di alberghi di vario livello. Mercati a cui sarà fondamentale rivolgersi nelle stagioni a venire, cercando di andare incontro a gusti ed esigenze diverse da quelle dei tradizionali ospiti. Firenze deve dunque dimostrare di essere davvero capitale del turismo, anche nell’accoglienza. Per fare questo servono risorse e investimenti però, che non sempre ci sono. (Ma.Ab.)

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