Vedo nero, commercio:
fine anno col segno meno Confesercenti: affari in calo. Le previsioni di fine 2013. Gronchi: ”Massacrati da tasse e balzelli”

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Turismo-dipendenti. Ecco cosa siamo. Ormai si lavora solo con e per i turisti, solo loro sembra possano comprare e fruire dei servizi che siamo in grado di offrire. Così come l’unica frontiera per chi produce è l’export, e se ti rivolgi al mercato interno sei condannato a soffrire.

“Il territorio fiorentino viaggia ormai a due velocità: laddove si registra una significativa presenza di flussi turistici le nostre imprese  soffrono in misura inferiore in tutti i comparti, ad esempio in città e nei comuni ad alta vocazione turistica del Chianti, mentre mostrano un segno ormai stabilmente negativo nella restante parte del territorio”.  Si limita a commentare gli ultimi dati sulle vendite il presidente Confesercenti Firenze Nico Gronchi. Dati che parlano da soli. Quelli previsionali per il quarto trimestre 2014 ci dicono di un calo del giro d’affari del 2,10% per minimarket e alimentari, del 2,40% per le macellerie, 3,60% ortofrutta, 2,20% pescherie, 4,90% abbigliamento, 2,80% calzature, 1,60% profumerie, 4,40& libri, edicole, cartolerie, 2,80% telefonia. I soli a segnare un seppur debole miglioramento sono i bar, con l’1,14%, e i ristoranti con lo 0,45%.

“La fotografia del sistema economico del nostro territorio nei settori commercio, turismo e servizi è, mai come adesso, precisa ed implacabile: i dati degli ultimi anni, confermati anche per il 2013, ci proiettano in uno scenario drammatico in termini di fatturato, consumi e occupazione.  Potrà andare leggermente meglio o leggermente peggio, ma, in sostanza – commenta Gronchi – siamo sul fondo del mare e ci rimarremo probabilmente a lungo.  Saremo pertanto obbligati a ripensare il modo di fare impresa, anche tenendo conto che questa sarà la normalità con la quale confrontarsi almeno per i prossimi 4/5 anni.  Vi sono interi settori completamente trasformati dal mercato, come ad esempio elettronica di consumo e elettrodomestici ormai esistenti solo in grandi catene internazionali. Editoria, libri e musica, come noto, sono stati completamente superati dal web. Gli unici settori che in qualche modo tenevano, in quanto legati ai flussi turistici, ristorazione, bar, somministrazione, ecc. sono, di fatto,  massacrati da una serie infinita di adempimenti e dalla micidiale sommatoria di tasse e balzelli a carattere  locale e nazionale. Solo negli ultimi tre mesi abbiamo rilevato 187 adempimenti fiscali a carico delle imprese che scaturiscono da una giungla di circa 63.000 norme tributarie!  Siamo nel pieno di un sistema che sta implodendo; volendo parafrasare le parole del nuovo segretario del Pd, anche le nostre imprese, d’ora in avanti, e non potranno fare altrimenti, saranno ‘ribelli’. Ribelli nel chiedere con forza alle istituzioni di arginare l’’aggressione fiscale’ sulle imprese, ribelli nel porre attenzione ai meccanismi di spesa pubblica, locale e nazionale, ribelli nel denunciare  sprechi e inefficienze, ribelli nel verificare la qualità dei servizi che siamo obbligati a pagare”. (Ma.Ab.)

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