Alla guerra dei saldi
Qualcuno vuole cancellarli

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Scoppia la guerra dei saldi, anzi a dire il vero è scoppiata da anni. Sì, perché da un lato c’è la corsa ai saldi, quelli che in Toscana iniziano il 4 gennaio e interessano i consumatori in attesa di sconti che rendano più abbordabili i loro oggetti del desiderio, dall’altra c’è la guerra, quella combattuta da esercizi commerciali, grande distribuzione organizzata e associazioni di categoria. In questo caso oggetto della contesa non è l’entità degli sconti da praticare ma la sopravvivenza stessa di una pratica che secondo alcuni ormai ha fatto il suo tempo e che infatti appare sempre più disattesa. Come dimostrano ribassi e vendite di fine stagione improvvisate, che altro non sono spesso se non saldi anticipati. E allora perché non liberalizzare tutto e lasciare ai singoli esercenti la libertà di decidere i prezzi da praticare?

“Sarebbe sicuramente un bel regalo per Outlet e grande distribuzione!” sostiene Franco Frandi, presidente provinciale Fismo Confesercenti, “dato che le nostre piccole attività, spesso a conduzione familiare, non potrebbero certo competere  con questi colossi sul fronte della promozione delle vendite a basso costo”. “Siamo consapevoli”, continua Frandi “che l’attuale normativa debba essere riformata e rivista anche per tamponare il sempre più evidente fenomeno dei ‘furbetti dello sconto anticipato’, ma certo non si può negare che i saldi costituiscono, ad oggi, ancora una straordinaria promozione (a costo zero!) per i  nostri negozi di vicinato”. “Ci appelliamo pertanto alla politica e a chi esercita la funzione di governo del territorio: il ‘fai da te’ dei saldi non ci interessa, ci si concentri invece sui veri provvedimenti di semplificazione per le imprese!”

A conforto della posizione di Confesercenti ci sono alcuni numeri: i saldi rappresentano il 20-25% sul valore del fatturato annuo delle imprese dell’abbigliamento. E il budget familiare stimato per questa corsa di mezzo inverno è di 280 euro. Lo sconto medio praticato sarà del 30% nella prima settimana, poi si arriverà anche a percentuali del 50%. (Maurizio Abbati)

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