Artigianato, i giovani non riescono più a fare impresa

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Quale è il destino della nostra impresa artigiana, quella che a lungo ci ha contraddistinti per il cosiddetto saper fare che è diventato tendenza mondiale? E’ la domanda a cui Cna ha cercato di rispondere nell’incontro “Futuro Artigiano” a palazzo Medici Riccardi. Una domanda che sorge spontanea, soprattutto considerati i risultati dell’indagine sullo stato dell’imprenditoria giovanile artigiana elaborata dall’Ufficio studi Cna, secondo cui nel 2017 si è assistito a un calo del 5% di imprese artigiane under 35 sull’intero territorio provinciale. Un trend che peraltro recupera quello del 2016 e che quindi pone l’accento sul problema dell’inserimento dei giovani nel mondo artigiano.

“Inutile girarci intorno: il settore artigiano – ha detto il presidente Giacomo Cioni – soffre di scarsa attrattiva verso i giovani e di difficoltà nel ricambio generazionale. Tanto i percorsi professionalizzanti, quanto i percorsi di alta formazione predispongono lo studente a immaginarsi come forza lavoro dipendente e non come imprenditore. E così crescono ogni anno gli imprenditori che, al momento del ritiro, sono costretti a cessare l’attività per mancanza di successori, tanto dentro che fuori la linea familiare”. Cna ha chiesto risposte precise dalla politica per venire incontro alle esigenze del settore, in termini di semplificazione burocratica, formazione e aiuti fiscali.