Edilizia, 500 posti di lavoro in più dalle grandi opere

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La responsabilità della crisi dell’edilizia e della mancanza di posti di lavoro va attribuita anche alla problematica gestione delle grandi opere, almeno secondo la Fillea-Cgil. “Se il cantiere del sotto-attraversamento ferroviario di Firenze e le relative opere di completamento – dice il sindacato – fossero regolarmente attivi avremmo almeno 250 lavoratori in meno in disoccupazione o cassa integrazione. Inoltre per i dipendenti  già assunti per quest’opera negli ultimi due anni non ci sarebbe stata la cassa integrazione (per 40 lavoratori diretti e altrettanti delle imprese in subappalto) e la successiva messa in mobilità di 20 lavoratori diretti. Addirittura, il numero di posti di lavoro in più a Firenze arriverebbe circa a 500 se tutti i cantieri delle  grandi opere fossero a regime. Ma non ci sono solo le grandi opere a generare posti di lavoro. “Se a questi ci sommiamo i posti di lavoro che avremmo in più, se ci fossero investimenti per le opere più piccole, ma altrettanto necessarie, quali quelle per il rischio idrogeologico, messa in sicurezza delle scuole, restauro dei beni artistici – fa i conti la  Fillea-Cgil – potremmo avere almeno 1.000 posti di lavoro in più, un significativo contrappeso alla crisi delle imprese locali, che ha portato alla riduzione di oltre il 35% degli occupati”.

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