La crisi si abbatte
sull’albero di Natale

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La crisi si abbatte anche sulle tradizioni e le feste consacrate come quelle natalizie. Sette toscani su 10 rinunceranno infatti a comprare un nuovo albero di Natale e riutilizzeranno invece quello dello scorso anno, mentre solo il 15% ne acquisterà uno nuovo: il 12% sceglierà un abete vero e naturale mentre il 3% preferirà la plastica, magari sacrificando l’aspetto estetico ma spendendo di meno. Il 10% invece non si metterà in casa nessun albero, tagliando del tutto la spesa. Sono queste le intenzioni secondo un recente sondaggio effettuato da Coldiretti, che fa capire come anche il settore della coltivazione degli abeti viva momenti di grande difficoltà. Un settore che vede proprio la Toscana capitale italiana, con circa 3milioni di esemplari. Un’attività che si concentra tra Arezzo, in particolare nel Casentino e nella Valtiberina, e Pistoia. Saranno circa 400mila gli abeti naturali che finiranno quest’anno nelle case degli italiani, anche se si stima che le vendite calino di circa il 10% secondo Coldiretti Toscana e il Consorzio per la valorizzazione dell’albero di natale del Casentino. Per quanto riguarda i gusti, per la maggiore vanno abeti che non superano i 160 centimetri, venduti con radici e pane di terra a prezzi stabili rispetto allo scorso anno e variabili tra i 15 e i 50 euro nei vivai, nella grande distribuzione, presso i fiorai ma anche lungo le strade delle nostre città.

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