Riforma del turismo, scoppia la tempesta

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Penalizzati da una riforma del turismo che viene accusata di favorire l’abusivismo e renderebbe più facile l’attività ricettiva per chi adopera a questo fine residenze private, non soggette alle stesse regole delle strutture ufficiali. Insorgono contro la proposta di legge regionale di modifica sul Testo unico del turismo le principali categorie che rappresentano gli operatori turistici, cioè Federalberghi Confcommercio Toscana, Assohotel Confesercenti Toscana, Commissione Turismo Confindustria Toscana, Alleanza delle Cooperative Italiane Toscana. “Nei mesi scorsi abbiamo partecipato ai tavoli regionali sulle modifiche del Testo unico sul Turismo e abbiamo chiesto a gran voce alla Regione di intensificare i controlli sulle attività ricettive abusive. Leggiamo oggi sulla stampa che la Giunta avrebbe approvato una proposta di legge in cui verrebbero disattese completamente tutte le richieste delle categorie del turismo toscano”, recita una nota congiunta delle associazioni. “Con questo testo – si legge ancora – si agevola l’abusivismo invece di tutelare le imprese in regola e promuovere il territorio. Il turismo non è una risorsa infinita per la Toscana. Ha bisogno di normative che promuovano le imprese sane e qualificate e la leale concorrenza. Ricordiamo che sui territori vengono aumentati gli importi delle tasse di soggiorno, invece di andare a stanare le attività abusive che proliferano senza rispettare obblighi e doveri delle imprese ricettive serie. Non ci spaventa un mercato più competitivo, ma chiediamo che tutti siano tenuti ad offrire le medesime garanzie, ai turisti, ai lavoratori, alla collettività. La Regione non può accettare che si continui a inquinare il mercato con un’offerta parallela, sfuggendo a qualunque regola, a partire da quelle basilari in materia di fisco, previdenza, lavoro, igiene e sicurezza”. Da parte sua la Regione ha puntato a una semplificazione normativa, prevedendo tra l’altro per le case e appartamenti per vacanze la possibilità di offrire servizi accessori, anche in forma centralizzata; in pratica i proprietari che affittano case o camere possono associarsi tra loro o dare in gestione a un’impresa il servizio di accoglienza unificato all’esterno e in grado di indirizzare alle strutture che vi fanno riferimento. Per il cosiddetto “albergo diffuso” viene invece eliminato l’obbligo di classificazione con le stelle, poiché questa tipologia di accoglienza risulta legata  a caratteristiche territoriali e identitarie dei borghi e piccoli centri più che alla standardizzazione dei servizi.

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